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SERIE A / GIUDICE SPORTIVO

Tre turni a Stendardo, nessuna sanzione a Mutu

Una giornata di squalifica a Reja, allenatore del Napoli. sull'episodio del secondo rigore dato alla Fiorentina sabato contro il Torino, il giudice sportivo non ha rilevato l'evidenza della simulazione

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Milano, 22 gennaio 2008 - In merito alle partite della 19esima giornata di serie A, il giudice sportivo Gianpaolo Tosel ha squalificato per tre giornate Stendardo della Lazio, "per avere contestato platealmente l'operato arbitrale, afferrando e strattonando la divisa del direttore di gara". Stop di un turno invece per Blasi (Napoli), Campagnaro (Sampdoria), Corini (Torino), Couto (Parma), Cozza (Reggina), Criscito (Genoa), De Rossi (Roma), Mutarelli (Lazio), Sardo (Catania).

 

Una giornata di squalifica a Reja, allenatore del Napoli. Nessun provvedimento con la prova tv invece nei confronti di Mutu: sull'episodio del secondo rigore dato alla Fiorentina sabato contro il Torino, il giudice sportivo non ha rilevato l'evidenza della simulazione pur ritenendo che il comportamento dell'attaccante della Fiorentina "non possa non destare delle perplessita' per una caduta 'ritardata' e per l'enfatizzazione del movimento di caduta".

 

Ammende alle societa': 10.000 euro al Napoli, 5.000 a Fiorentina, Inter e Milan, 4.000 ad Atalanta, Genoa e Roma, 3.000 al Palermo, 2.000 al Livorno e 1.500 al Catania.

 

CASO MUTU


Sotto la lente di ingrandimento è finita l'azione che ha portato all'assegnazione del secondo rigore per i viola, causato da un presunto contatto in area di Lanna con Mutu, con la conseguente caduta del rumeno e l'assegnazione del penalty da parte dell'arbitro.

 

«Ritiene questo Giudice -si legge- che il comportamento dell'attaccante fiorentino non possa non destare delle perplessità, per una perdita di equilibrio apparentemente 'ritardatà rispetto al punto di contatto con l'avversario e per l'enfatizzazione nel movimento di caduta al suolo, ma le immagini televisive disponibili, per l'angolazione delle riprese, non consentono di verificare, sgombrando il campo da ogni dubbio, se e in che misura, negli attimi antecedenti, il piede sinistro del Mutu sia stato, o meno, colpito dal piede destro, proteso in avanti, del calciatore granata, così come ritenuto dal Direttore di gara. Da tale carenza di prova certa sulla materiale dinamica dell'episodio -si legge ancora- consegue l'impossibilità di formulare una inequivoca valutazione sull'intenzionalità, o meno, da parte del Mutu di trarre in inganno l'Arbitro, simulando un inesistente fallo ovvero accentuando gli effetti di un irrilevante contatto».

 

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