Il tennista serbo, numero 3 del seeding, si e' imposto in tre set, 7-5, 6-3, 7-6 (7-5), sullo svizzero, numero uno al mondo. Contenderà il torneo al 22enne di Le Mans che ha nettamente sconfitto lo spagnolo numero due del ranking. Ivanovic-Sharapova sarà la finale donne
Dall’inviato Ubaldo Scanagatta
Melbourne, 25 gennaio 2008 - Mai precipitare le cose. A precipitare, semmai, nelle semifinali dell’Australian Open, sono stati il n.1 e il n.2 del mondo. E sarà magari troppo presto sostenere che al vertice del tennis sia già in atto il cambio della guardia, tuttavia resta quantomeno significativo il fatto che in un Slam _ non in un torneo qualunque _ dopo che Nadal aveva beccato 3 set a zero dalla rivelazione Tsonga, Roger Federer abbia subito la stessa umiliazione nell’altra semifinale dal ventenne serbo Novak Djokovic.
Una ventata di novità e gioventù che non potrà non giovare al tennis negli ultimi anni eccessivamente dominato dallo svizzero e dallo spagnolo. Rispetto a Nadal che aveva rimediato appena sette games, Federer si è difeso meglio. Era stato avanti 5-3 nel primo set, prima di perdere insolitamente ben 4 servizi in cinque turni di battuta, compromettendo così anche il secondo. Poi nel terzo ha avuto due setpoints sul 6-5 ma Djokovic glieli ha annullati con due super-servizi, mentre il 3-1 di vantaggio nel tiebreak è stato lo svizzero a dilapidarlo con due regali di dritto, il colpo che lo ha tradito maggiormente insieme alle modestissima percentuale di primi servizi nei primi due set. 7-5,6-3,7-6 il risultato finale a favore del serbo, nonostante quasi tutto il tifo fosse per il vincitore delle ultime due edizioni.
“Ho giocato contro tutti” ha detto un po’ stizzito Djokovic che è stato anche ammonito dall’arbitro francese Maria per aver impiegato più dei 25 secondi consentiti dal regolamente fra la fine di un punto e l’inizio dell’altro. Ma Djokovic, che poi ha lanciato occhiate di fuoco all’arbitro, dopo quell’ammonizione _ “Me l’ha detto anche mio fratello” _ è apparso ancora più carico tanto da giocare anche meglio. Lui il vizietto di far rimbalzare la pallina sedici, anche diciotto volte prima di battere, mentre l’avversario fuma dalle orecchie aspettando, non se lo toglierà mai.
E visto come serve, appena 13 aces, ma non meno di 20 servizi vincenti, c’è da capirlo. Djokovic: “Nei momenti importanti ho giocato benissimo”. Federer, sempre un attimo in ritardo e spesso perdenti negli scambi incrociati di dritto ha prima ammesso “Djokovic ha meritato la vittoria” e poi si è sottratto all’alibi del virus di cui era stato vittima alla vigilia del torneo e che ne aveva minato la preparazione. “I 5 set con Tipsarevic dicevano che avevo recuperato bene,e infatti sia con Berdych sia con Blake ho giocato bene…Stasera meno, ma Djokovic era fortissimo”
Insomma, dopo dieci finali di Slam consecutive Federer _ che non aveva più perso 3 set a zero dal Roland Garros 2004 con Kuerten, “Ho creato un mostro…se non vinco tutte le partite sembra che abbia chissà che cosa!”_ lascia il passo a Djokovic che in sei partite non ha ceduto un set e giocherà da favorito l’inedita sfida contro Tsonga: non solo lo precede di 35 posti in classifica, n.3 contro n.38, ma lui una finale di Slam l’ha già giocata a differenza del sosia di Muhammad Alì, all’ultimo US open contro Federer quando non riuscì a trasformare due setpoint nel primo set e altri cinque nel secondo.
“Da ogni partita si impara qualcosa” _ ha commentato al ricordo Djokovic che non ha mai fatto mistero delle sue ambizioni di diventare n.1 del mondo e progetta di costruire un centro tennistico in Serbia. Solo che il padre vorrebbe il terreno praticamente gratis dal governo serbo e minaccia altrimenti di farselo nel Montenegro dove gli farebbero ponti d’oro, anche per fare un dispetto ai “cugini”.
Nella notte giocano la finale femminile le più belle del reame, Maria Sharapova e Ana Ivanovic, roba per raffinati voyeur.
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