La ventenne tennista russa ha sconfitto 7-5, 6-3 la serba nella finale fra le due regine di bellezza. Dopo Wimbledon 2004 e gli Us Open del 2006, per la Sharapova è il terzo torneo dello Slam in carriera
Melbourne, 26 gennaio 2008 - Miss Australian Open 2008 è la testa di serie numero 5, Maria Sharapova. La finale più glamour della storia del tennis ha incoronato la ventenne russa, che conquista il primo titolo della carriera a Melbourne Park. Con il successo in finale sulla serba Ana Ivanovic per 7-5, 6-3, la Sharapova ha completato due settimane perfette. Dalla partenza al traguardo senza perdere per strada nemmeno un set. Dal primo turno all'epilogo trionfale attraverso 7 vittorie e la miseria di 32 giochi ceduti: la ricetta migliore per cancellare il k.o. contro Serena Williams nella finale dello scorso anno e per dimenticare un 2007 caratterizzato da complicati problemi ad una spalla.
Rispetto a 12 mesi fa, è cambiato tutto: lo dimostrano anche le lacrime che la glaciale siberiana si è concessa dopo il trionfo. Ha commosso il pubblico della Rod Laver Arena ricordando la madre del suo allenatore, Michael Joyce, scomparsa dopo una lunga malattia. Poi ha mandato in visibilio i tifosi, offrendo a qualcuno la possibilità di toccare il trofeo. "Se l'anno scorso qualcuno mi avesse detto che mi sarei trovata qui ad alzare la coppa, lo avrei cacciato via - ha detto la russa - È una sensazione incredibile", ha detto lei alla fine della memorabile giornata. "Ho lavorato tanto per arrivare sin qui. Ho faticato, senza sapere se tutto questo impegno avrebbe dato risultati".
E invece i frutti sono arrivati, "anche se oggi non ho giocato la mia miglior partita". Non se n'è accorto nessuno: il servizio è stato letale ((89% di punti fatti sulla prima) e i colpi da fondo hanno funzionato come al solito. I 15 errori gratuiti non hanno pesato. "Ho fatto le cose giuste per portare a casa il match: alla fine ho vinto, questo è ciò che conta". Il sorteggio non le ha riservato un cammino agevole. Al secondo turno ha dovuto fare i conti con la rediviva Lindsay Davenport, nei quarti di finale si è trovata davanti la numero 1 del mondo, Justine Henin. Tra semifinale e finale, so è sbarazzata del duo Jankovic-Ivanovic, il meglio del tennis made in Serbia. "All'ultimo US Open avevo un tabellone facile e ho fatto schifo: qui -ha osservato- avevo la strada in salita e ho vinto".
Ha superato ogni ostacolo, demolendo ogni avversaria in 2 set. "È una sensazione stranissima", ha ammesso la Sharapova. "Dopo ogni incontro, si pensa a quello successivo. Dopo una vittoria di prestigio, c'è sempre un altro match da affrontare: il giorno dopo c'è un'altra rivale. L'importante è mantenere sempre la concentrazione ed è quello che ho fatto anche oggi. Nella prima partita, sul 4-5, mi sono trovata sotto 0-30 e la mia avversaria era a 2 punti dalla conquista del set", ha continuato ricordando l'unico vero momento di difficoltà nell'incontro: "Sono rimasta tranquilla, non ho perso la pazienza e ho recuperato".
Il 2008 è cominciato nel modo migliore. Ora l'obiettivo è proseguire: il calendario offre un'opportunità supplementare, le Olimpiadi di Pechino. "Se dovessi scegliere un torneo da vincere a tutti i costi, direi Wimbledon. Ma visto che lì ho già conquistato un titolo, se proprio non avessi alternativa opterei per i Giochi, sono un'altra priorità. Per una tennista è incredibile far parte di un evento del genere, aspetto con impazienza la cerimonia d'apertura".
Magari anche lì dovrà fare i conti con la Ivanovic. "Non so se la nostra sia una nuova rivalità nel tennis. So che abbiamo entrambe vent'anni, avremo tante altre occasioni di affrontarci", ha aggiunto dopo aver vinto il terzo dei 5 confronti diretti. "Di sicuro avremo altre occasioni per affrontarci nella finale di uno Slam", ha replicato a distanza la Ivanovic. La serba ha collezionato il secondo k.o. in un major dopo quello subito l'anno scorso a Parigi. "Ma stavolta ho vinto più giochi. È stata un'esperienza senz'altro positiva, anche se resta qualche rimpianto per il primo set. Perdere fa sempre male, ma qui ho imparato molte cose". La Sharapova è l'esempio da seguire: "Da una sconfitta si può ripartire alla grande".
In Cina fervono i preparativi per le prossime Olimpiadi, che si apriranno ufficialmente l'8 agosto. Ecco le divise che indosseranno gli arbitri e i giudici di gara nel corso dei Giochi