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Sport

IL CASO

Addio al Museo del Calcio
Cremona scippa Coverciano

La Figc destina 3 milioni di euro alla fondazione "Vialli e Mauro". L'assurda decisione presa nel 2006 dall'allora commissario straordinario Guido Rossi

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Guido Rossi, ex presidente di Telecom Firenze, 26 febbraio 2008 - COME se non bastassero i danni procurati alla Fiorentina e a tutti i suoi tifosi, l’effetto Calciopoli sta per colpire duramente anche l’intera città di Firenze. Con un colpo di mano della burocrazia e assurde decisioni prese dal commissario della Federcalcio Guido Rossi nell’estate del 2006, il Museo del Calcio di Coverciano sta per essere scippato dalla città di Cremona e se anche dovesse salvarsi rimarrebbe con un ruolo marginale e poche possibilità di sviluppo.

 

E’ UNA STORIA incredibile, un altro autogol della politica italiana che i dirigenti della Federcalcio per oltre un anno e mezzo hanno cercato di mascherare e nascondere prima e di negare poi. Ora finalmente la verità è venuta a galla grazie al lavoro di Matteo Marani, nuovo dinamico direttore del «Guerin Sportivo» che sta mettendo in piedi un’inchiesta dopo l’altra per sollevare i veli del Palazzo del pallone. Noi, naturalmente siamo con lui e cerchiamo di contribuire a fare chiarezza e, se possibile, rimettere in discussione certe operazioni.

 

QUESTA SORTA di giallo politico-burocratico prende le mosse nel 2005 quando l’allora sottosegretario allo sport Pescante si accorge di un avanzo di cassa relativo ai mondiali del 1990. Pescante decide di destinare quella cifra allo sviluppo di musei monotematici. Si mette in corsa anche il Museo del Calcio di Coverciano fondato e diretto dal dottor Fino Fini. La struttura ha bisogno di una nuova ala, c’è molto materiale che non trova collocazione, c’è il successo crescente di visitatori e di consensi anche internazionali.

 

Il Museo, nato all’inizio degli anni Novanta, è stato inaugurato nel 2000 e dipende da una Fondazione a capitale pubblico e privato presieduta dal professor Valitutti, ex presidente del Centro Tecnico di Coverciano. Nel museo fiorentino ci sono pezzi di grande valore, uno per tutti la maglia di Piola cucita dalla mamma. E poi una biblioteca unica al mondo. Il Comune è sensibile, viene approvato un progetto di ampliamento, si deliberano lavori per oltre tre milioni di euro, settecentomila dei quali stanziati dalla Fondazione. Della vicenda si fece carico l’allora presidente della Federcalcio Franco Carraro, la pratica con i progetti venne inoltrata al ministero, Pescante era favorevole all’idea. Tutto fatto, il finanziamento di un milione e 583.904 euro stava per arrivare nelle casse del Museo del Calcio. Siamo nella tarda primavera del 2006. Salta Carraro, salta la federcalcio, il ciclone Calciopoli porta al vertice del calcio il professor Rossi.

 

Quando la pratica Coverciano arriva sul suo tavolo di Rossi per il parere definitivo si scopre che anche la Fondazione «Vialli e Mauro» di Cremona aveva avanzato la richiesta per il finanziamento. E si scopre anche che la pratica del Museo del calcio è incompleta e non ci sono più i tempi tecnici per completarla. C’è chi dice che per Vialli & C. molto abbia spinto uno dei vice di Rossi, Vito Gamberale. C’è chi racconta di parecchi imbarazzi e della inutile difesa di Pancalli, ma la decisione sorprendente viene presa e il finanziamento finisce a «Vialli & Mauro».

 

Il loro Museo del calcio in pratica deve ancora nascere, per ora è poco più di un’idea, ha la sede nello storico Palazzo dell’Arte di Cremona, ma senza nulla togliere alle iniziative di Vialli e Mauro l’idea è bizzarra. Mauro, oltre che calciatore, ricordiamolo, è stato deputato dei Ds. Ma quello che lo Stato e la Federcalcio non avrebbero dovuto avvalorare è l’idea di far nascere un altro Museo del Calcio in concorrenza con quello esistente, per di più situato all’interno di Coverciano, il tempio del calcio mondiale. Istituzioni intelligenti avrebbero spinto per un unico polo, per ingrandirlo, valorizzarlo fino a farlo diventare il primo al mondo. E invece si concedono tre miliardi di vecchie lire a un museo ancora da scoprire e per di più a Cremona, città fuori dai grandi circuiti del pallone.

di Enzo Bucchioni

 

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