Toronto (Canada), 1 marzo 2008 - Andrea Bargnani ha sfiorato di un punto il suo record realizzativo nella Nba non riuscendo però ad evitare la sconfitta interna dei Toronto Raptors, battuti dagli Indiana Pacers per 122-111. Con Chris Bosh costretto ad uscire nel corso del primo quarto per un risentimento ad un ginocchio (7 punti in meno di dieci minuti), il Mago romano ha preso per mano la squadra di Sam Mitchell mettendo a referto 27 punti con un assist, una palla persa, una stoppata all'attivo ed una subita.
Nello score personale di Bargnani, sempre più a suo agio nel ruolo di centro, da segnalare i nove rimbalzi conquistati, di cui due in attacco. L'assenza di Bosh ha costretto Mitchell a 'spremere' l'ex asso della Benetton Treviso, rimasto in campo per 40 minuti prima di uscire per falli a 1'42" secondi dalla sirena, a partita di fatto decisa. Dopo l'infortunio di Bosh - la risonanza magnetica non ha evidenziato lesioni ma un semplice gonfiore - Bargnani si è sobbarcato gran parte del lavoro pesante, vista la scelta di coach Mitchell di giocare quasi tutto il match con un quintetto 'piccolo'.
Tra i Raptors, incappati in una serata negativa dall'arco dei tre punti (6/21 di squadra, 3/10 per Bargnani e zero tentativi per lo specialista Jason Kapono), da segnalare i 25 punti di Anthony Parker, i 15 di T.J. Ford e la consueta doppia doppia di Josè Calderon, uscito dal campo con 13 punti e 11 assist. Il successo dei Pacers è arrivato grazie ai 36 punti di Mike Dunleavy. L'ex star del college di Duke, figlio dell'attuale coach dei Los Angeles Clippers, ha trascinato Indiana insieme a Kareem Rush (23 punti), Troy Murphy (18) e Stephen Graham (16) facendo dimenticare l'ennesima partita in emergenza.
Oltre alle assenze di Jermaine O'Neal e Jamaal Tinsley - entrambi infortunati al ginocchio sinistro - i Pacers hanno dovuto fare a meno anche di Shawne Williams (un uomo è stato arrestato per omicidio dopo avere lasciato la sua abitazione) e del loro miglior realizzatore e rimbalzista, Danny Granger, che contro i Raptors ha scontato la squalifica di una partita per il colpo proibito assestato mercoledì ad Andres Nocioni dei Chicago Bulls.
HOUSTON 'NO PROBLEM': 14 VITTORIE DI FILA, I ROCKETS SOGNANO
In rimonta continua ed ora anche senza rivali in fatto di vittorie consecutive. Qattordici. Sono gli Houston Rockets di Tracy McGrady, che hanno chiuso un febbraio da incorniciare battendo per 116-95 i Memphis Grizzlies. Trascinati da 25 punti e sei assist di T-Mac, i texani sono ora lontani una sola vittoria dal record di franchigia di 15 successi di fila: impresa riuscita due volte ai Rockets, l'ultima nella stagione 1993-1994, quella del titolo. Grazie alla facile affermazione della scorsa notte Houston ha consolidato il settimo posto nella Western Conference e con due partite di distacco dai San Antonio Spurs può sognare anche il titolo della agguerritissima Southwest Division.
Per una striscia che continua ce n'è una che finisce. E' quella dei Los Angeles Lakers, hanno interrotto la serie di dieci vittorie consecutive perdendo 119-111 in casa dei Portland Trail Blazers, lanciati dal ritorno di Brandon Roy. Dopo avere saltato due partite per una distorsione alla caviglia destra il 23enne di Seattle ha messo insieme 20 punti e 12 assist. I Lakers, che venivano da sette vittorie consecutive in trasferta, hanno incassato la quinta sconfitta di fila al Rose Garden di Portland.
A New Orleans gli Hornets hanno sconfitto 110-98 gli Utah Jazz con 24 punti e 16 assist di uno straripante Chris Paul e 25 punti e 13 rimbalzi del solito David West, mentre a Dallas Jason Kidd ha trascinato i Mavericks con 21 punti al successo sui Sacramento Kings per 115-106. Kidd, che ha catturato anche di 11 rimbalzi, ha centrato nove assist, sfiorando la centesima tripla doppia in carriera.
Ad Est i Cleveland Cavaliers hanno sconfitto i Minnesota Timberwolves per 92-84 con 30 punti e 13 assist di LeBron James, apparso recuperato dalla distorsione alla caviglia rimediata mercoledì, mentre a Boston i Celtics hanno battuto gli Charlotte Bobcats con 23 punti di Ray Allen. Boston, che sta uscendo dal periodo di crisi con quattro vittorie consecutive, ha contato anche sui 19 punti di Kendrick Perkins.
Ad Atlanta gli Hawks hanno sconfitto 99-93 in rimonta i New York Knicks, stampando il canestro del sorpasso a 1'12" dalla sirena con una schiacciata in alley-oop di Josh Smith su assist di Mike Bibby, autore di 11 punti e 10 assist.
A Chicago i Bulls hanno ceduto per 97-91 ai Washington Wizards, riusciti a rimontare uno svantaggio di 18 punti accumulato con un disastroso 27,9% dal campo nei primi due quarti di gioco. Vincono in casa i Denver Nuggets, riusciti a piegare i Los Angeles Clippers per 110-104 con 38 punti di Allen Iverson e 30 di Carmelo Anthony. Per coach George Karl si tratta della vittoria numero 864 in carriera (decimo posto nella lista di tutti i tempi a pari merito con Jack Ramsay).
Ad Oakland, in California, nell'ennesima serata da spettatore di Marco Belinelli i Golden State Warriors hanno battuto 119-97 i Philadelphia 76ers restando avanti nel punteggio dal primo all'ultimo minuto. A Seattle, infine, i Miami Heat hanno ottenuto il terzo successo nelle ultime 30 partite giocate superando i Sonics per 103-93. Per Miami da segnalare Dwyane Wade, autore di 31 punti.
I risultati delle partite disputate nella notte per la regular season della National Basketball Association:
Toronto Raptors-Indiana Pacers 111-122;
Boston Celtics-Charlotte Bobcats 108-100;
Atlanta Hawks-New York Knicks 99-93;
Cleveland Cavaliers-Minnesota Timberwolves 92-84;
Chicago Bulls-Washington Wizards 91-97;
New Orleans Hornets-Utah Jazz 110-98;
Houston Rockets-Memphis Grizzlies 116-95;
Dallas Mavericks-Sacramento Kings 115-106;
Denver Nuggets-Los Angeles Clippers 110-104;
Golden State Warriors-Philadelphia 76ers 119-97;
Portland Trail Blazers-Los Angeles Lakers 119-111;
Seattle SuperSonics-Miami Heat 93-103
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