Londra, 2 marzo 2008 - Quella appena passata è stata la settimana di Ron Dennis. Quella che sta per cominciare potrebbe esserlo ancora di più. Secondo quanto scrive infatti oggi il "Times", il boss del team McLaren-Mercedes annuncerà a metà settimana le sue dimissioni per motivi familiari.
Secondo il giornale britannico, fonti vicine a Dennis avrebbero rivelato che il capo della scuderia, reduce dal divorzio con la moglie Lisa dopo 22 anni di matrimonio, lascerà per stare più tempo accanto alle figlie, cosa che una stagione di Formula 1 con 18 Gran Premi gli impedirebbe.
Notizia che quindi confermerebbe quanto anticipato ad inizio settimana invece dai giornali spagnoli, che parlavano di una decisione invece assunta dalla Mercedes. La casa tedesca, scriveva "Marca" martedì scorso, la decisione della casa tedesca sarebbe stata presa in seguito al danno d'immagine ed economico che la scuderia ha pagato lo scorso anno per il coinvolgimento nella spy-story.
La settimana di Dennis è andata poi avanti con il maxi-sequestro di materiale informatico e le perquisizioni subite, in casa (sua e di altri alti dirigenti del team) e a Woking, quartier generale della McLaren, da parte dei detective della Polizia della Contea inglese del Surrey, su disposizione dell'Home Office britannico, per una indagine la cui esecuzione, nel dicembre scorso, era stata richiesta in regime di commissione rogatoria internazionale dal pm Giuseppe Bernardi Tibis della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Modena, titolare dell'inchiesta penale incardinata sul territorio italiano e che si è sviluppata, sugli stessi episodi di spionaggio industriale, parallelamente a quella amministrativa condotta dalla Federazione Internazionale dell'Automobile.
Venerdì, poi, lo stesso "Times" che oggi parla di certo addio, aveva invece assicurato la permanenza di Ron Dennis a capo della squadra: una fonte (una diversa, evidentemente...) vicina al boss della McLaren aveva assicurato al giornale che Dennis sarebbe più che mai determinato a combattere, in pista e nelle aule di tribunale se necessario. E che sarebbe stato presente regolarmente al suo posto in pit-lane il 16 marzo per il Gran Premio d'Australia, il primo del Mondiale 2008. Oggi il "Times" si è però rimangiato tutto.
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