Milano, 4 marzo 2008 - Gli arbitri italiani sono sul piede di guerra e minacciano azioni di forza per protestare contro il clima di tensione in cui sono costretti a dirigere le partite. Nell'ultima riunione collegiale di Coverciano, infatti, i "fischietti" nostrani, arrabbiatissimi per le ultime polemiche e le critiche degli addetti ai lavori, hanno fatto intendere al presidente dell'Aia Gussoni e al designatore Collina di essere pronti ad un'azione dimostrativa per farsi sentire: fermare il campionato per una giornata oppure ritardare l'inizio delle partite in uno dei prossimi turni di campionato.
Questo è quanto hanno detto i portavoce Rosetti e Farina a nome delle decine di colleghi, esperti e più giovani. "Temporeggiamo, vediamo cosa succede nei prossimi giorni", la risposta preoccupata dei vertici arbitrali. Ma dopo gli ultimi gravi errori, e i veleni che sono scaturiti, il rischio che le giacchette nere passino dalle parole ai fatti, esiste. Anche perché ci sarebbe totale accordo fra tutti i diretti interessati.
di Giulio Mola
Qualcuno ha pernottato nei pressi del ministero dell'Interno, altri si sono messi in fila nelle prime ore del mattino. Per primo è arrivato il 'Grillo parlante'