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IL CASO

Cinque giornate di squalifica a Cassano

Mano pesante del giudice sportivo per il comportamento tenuto in occasione dell'espulsione durante la gara con il Torino. Multato di 15.000 euro per gli insulti all'arbitro Pierpaoli

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Antonio Cassano Milano, 4 marzo 2008 - Parma, Catania, Milan, Cagliari ed Empoli, ecco le partite che Antonio Cassano salterà per l'ultima "cassanata". La sceneggiata dopo l'espulsione subita domenica scorsa nel match con il Torino, costa un mese di stop al barese che tornerà a disposizione di Mazzarri il prossimo 6 aprile nel match interno contro il Livorno.

 

Il giudice sportivo, Gianpaolo Tosel, ha inflitto anche un'ammenda di 15 mila euro e un'ammonizione con diffida all'attaccante doriano "per avere, al 43' del secondo tempo, rivolto all'Arbitro (Pierpaoli di Firenze, ndr) un'espressione ingiuriosa e, all'atto della consequenziale espulsione, reiterato gli insulti, togliendosi la maglia e lanciandola sprezzantemente verso il Direttore di gara; per avere altresì omesso, nonostante ripetute sollecitazioni, di uscire dal recinto di giuoco, indirizzando all'arbitro, con atteggiamento plateale, frasi intimidatorie".

 

Questa la motivazione del giudice sportivo. Nessun ricorso da parte della Sampdoria. "Una opportunità che non rientra nella nostra linea generale di condotta e che avremmo sfruttato solo in caso di sanzione evidentemente sproporzionata rispetto a quanto effettivamente avvenuto", ha spiegato l'amministratore delegato del club, Giuseppe Marotta.

 

"Antonio adesso sconterà le 5 giornate e nel frattempo continuerà a lavorare con lo stesso impegno dimostrato fino a questo momento per tornare tra un mese ad essere il calciatore importante che abbiamo potuto ammirare nell'ultimo periodo".

 

"È chiaro che nel contempo lavoreremo anche sull'aspetto comportamentale del ragazzo - ha proseguito Marotta -. Antonio è un campione sul campo, ma deve necessariamente crescere ancora per limare i difetti che è tornato a manifestare domenica. La Sampdoria è qui anche per questo, per provare a completare in maniera definitiva il suo totale percorso di maturazione".

 

Anche Walter Mazzarri allarga le braccia e accetta la decisione di Tosel, adesso sarà lui a doversi inventare qualcosa. "La sua reazione - ha dichiarato il tecnico blucerchiato - è indifendibile da un punto di vista di esagerazione nelle rimostranze. Purtroppo era stanco, ha giocato dopo aver recuperato in extremis da una notte di febbre e, secondo me, ha disputato anche un'ottima partita. Si è parlato ancora una volta in maniera eccessiva dei suoi comportamenti, tralasciando una prestazione nuovamente importante".

 

Ha ragione Mazzarri, Cassano in campo aveva dato spettacolo, qualità (velo-assist per l'1-1 di Sala) e concretezza (gol del 2-2) al servizio della squadra, ma a tre minuti dalla fine l'ennesimo "colpo di testa" di una carriera piena di alti e bassi. Ha appena 25 anni Cassano, la Samp lo ha rigenerato facendolo tornare il campione ammirato, anche se solo a sprazzi, con la maglia della Roma. Gol, assist e grandi giocate per la Samp, ma anche per Donadoni e per inseguire il sogno Europei. Un sogno adesso più lontano, perchè oltre alle qualità tecniche quando si indossa la maglia azzurra contano anche quelle comportamentali.

 

"Tutti possono sbagliare, anche lui. Il problema è quando gli errori si ripetono in maniera continuativa. Ha perso la Nazionale? Non posso dirlo io, le scelte spettano a Donadoni. Certo, se dipendesse da me, un giocatore così difficile da gestire non rientrerebbe nei miei piani". Questo il commento dell'ex ct azzurro, Arrigo Sacchi.

 

Domenica sera Mauro German Camoranesi, negli studi di Controcampo, ha ammesso che uno come Cassano non lo vorrebbe.

 

Oggi a parlare di "Fantantonio", come lo hanno ribattezzato a Genova, è Gigi Buffon che, così come Camoranesi, con Cassano ha giocato in azzurro. "La situazione è stata particolare ma la reazione è stata spropositata, però lui piace così. Non penso che un comportamento del genere ti faccia perdere la Nazionale, sicuramente aiuta a non riconquistarla. Lui deve far parlare il campo, è un enigma però nessuno può mettere in discussione il suo talento e la sua classe".

 

Anche Eugenio Fascetti, l'uomo che a Bari ha lanciato Cassano in Serie A e che è stato quasi un padre per l'ex Real, riprende il suo pupillo. "Penso che abbia capito immediatamente di aver sbagliato - spiega Fascetti all'Italpress - e spero che dopo questa 'bottà capisca che non è più il momento di scherzare, deve pensare a giocare come ha giocato finora".

 

La Sampdoria, intanto, ha fatto sapere che non presenterà ricorso. "È una scelta della società, va rispettata e sicuramente anche il calciatore l'avrà accettata".

 

Qualcuno temeva una squalifica più lunga. Del resto 40 anni fa, nel campionato '67-68, Roberto Boninsegna subì una squalifica di 11 giornate per gli insulti e lo spintone nei confronti dell'arbitro Bernardis durante Varese-Cagliari. Ne prese 8, invece, l'ex difensore del Torino, Pasquale Bruno, che, in un derby contro la Juventus, cercò di aggredire l'arbitro Ceccarini reo di averlo espulso dopo una gomitata a Casiraghi.

 

Quattro anni fa Marco Materazzi prese 8 turni per il pugno rifilato al difensore del Siena, Bruno Cirillo. Cassano paga con 5 turni, le scuse rivolte al pubblico di Marassi e il "mea culpa" del comunicato post-partita, fanno ben sperare. Il calcio italiano continua a sentire il bisogno del talento di Antonio Cassano, delle sue "cassanate" proprio no.

 

GLI ALTRI SQUALIFICATI

Squalificati per una giornata De Silvestri e Mudingayi (Lazio), Marzoratti e Moro (Empoli), Osvaldo (Fiorentina), Balzaretti (Palermo), Bertotto (Siena), Chivu (Inter), Dossena e Zapotocny (Udinese), Gattuso (Milan), Juri (Genoa), Lopez (Cagliari), Pisano (Torino), Sala (Sampdoria), Terlizzi (Catania).
Le ammende sono di 8.000 euro al Napoli, 7.000 euro al Palermo, 5.000 all'Inter e 4.000 alla Roma.

 

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