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FISCHIETTI NELLA BUFERA

Gussoni: "Minacce ad altri arbitri
La situazione è grave, ora basta"

Il presidente dell'Aia ha rivelato che oltre al designatore Pierluigi Collina minacce sono arrivate ad altri arbitri "attraverso lettere ed sms". Per Gussoni: "la situazione è grave" Commenta

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Cesare Gussoni, presidente Aia Roma, 6 marzo 2008 -  Arbitri minacciati con pallottole, sms e lettere. Direttori di banca scambiati per fischietti di Serie A e per questo sequestrati con fini violenti. Uno "stato generale di rissa mantenuto dalla stampa scritta e parlata", una "situazione grave" che vede arbitri e dirigenti del mondo arbitrale costretti a convivere in un regime di minaccia costante, per sé stessi e per le loro famiglie.

 

E' la fotografia del momento del calcio italiano secondo Cesare Gussoni, presidente dell'Associazione Italiana Arbitri, che oggi in una conferenza stampa convocata presso la sede romana di Via Tevere ha detto "basta" ad un uso strumentale delle moviole e agli attacchi ai direttori di gara, scagliati "contando sul silenzio del mondo arbitrale". "Basta", ha detto Gussoni ai cronisti presenti, "a nome mio lo dicono tutti gli arbitri": "Basta ad un modo non onesto di presentare le immagini - ha aggiunto - basta al modo di raffrontare la realtà del campo con quella virtuale delle immagini.

 

Basta alle facili dichiarazioni rilasciate contando solo sul silenzio, sull'educazione e sulla linea dell'Aia". Gussoni a nome dell'Aia si è detto "costretto" a rispondere per via di "una situazione grave": "Siamo minacciati noi e le nostre famiglie. Ed oggi diciamo basta prima che sia troppo tardi. Questo non è un allarme ma se lo dico c'è un motivo".

 

Gussoni ha spiegato che il designatore arbitrale Pierluigi Collina, da tempo costretto a vivere sotto scorta, "non è l'unico" tesserato dell'Aia ad avere ricevuto minacce. Il timoniere del mondo arbitrale ha parlato di "bossoli, pallottole, lettere arrivate ad alti dirigenti arbitrali": "Molti arbitri ricevono continuamente minacce per sms e lettere, ricevono offese pesanti", ha aggiunto Gussoni, che non ha fornito ulteriori dettagli per una questione di "massimo riserbo". "E' tutto in mano alla Digos", ha detto.
In relazione alle minacce Gussoni ha raccontato un episodio che ha portato la polizia a disporre una scorta per un non meglio precisato arbitro di Serie A e B, costretto oltretutto su consiglio degli inquirenti a traslocare in un'altra provincia. In base al racconto di Gussoni "un gruppo di facinorosi", pensando di avere riconosciuto un non meglio specificato arbitro, ha cercato di sequestrare una persona con lo scopo di picchiarla. La vittima dell'aggressione - un direttore di banca - sarebbe però riuscita a dimostrare di non essere il direttore di gara in questione, tornando così in libertà. Gussoni, che non ha identificato l'arbitro né precisato in quale zona dell'Italia si sia verificato il fatto da lui denunciato, ha precisato che "su consiglio della polizia l'arbitro è stato costretto a vivere protetto ed a trasferirsi in un'altra provincia".
Secondo Gussoni il "pesante" clima attuale rientra in una "crescita esponenziale della violenza" ed è "conseguenza del fatto che vengano fortemente messi in dubbio i valori delle attività arbitrali di prima fascia". Di qui l'allarme per i settori del calcio non professionistico e l'accusa precisa ai mezzi di informazione, accusati dal presidente dell'Aia di alimentare uno stato di violenza. "Di una situazione che ricade sul calcio professionistico ne risente tutto il sistema calcio", ha detto Gussoni: "Bisogna arrestare una escalation ed una emorragia di violenza senza precedenti", ha aggiunto, "uno stato generale di rissa mantenuto dalla stampa scritta e parlata".

 

Gussoni e l'Aia si apprestano quindi ad avanzare precise richieste alle leghe. "Scriverò alla lega di Milano e a Antonio Matarrese", ha detto Gussoni. "La Lega calcio ha il potere di vendere le immagini delle sue partite, quindi, in questa veste, può imporre delle regole. Desideriamo venga istituita una norma che vieti di infierire sugli arbitri. Vogliamo che si dica basta a trasmissioni televisive fatte sulla pelle degli arbitri".

 

L'invito di Gussoni verrà indirizzato anche alla Lega nazionale dilettanti, "affinché prenda in mano la situazione in maniera decisa". Il presidente dell'Aia, infatti, oggi ha presentato i dati degli "episodi di violenza consumati" (episodi che hanno portato a prognosi dai 5 giorni in su) a margine degli incontri del calcio dilettantistico, dai quali emerge una situazione particolarmente allarmante nelle regioni di Campania, Puglia e Calabria. "Le violenze segnalate dai comitati regionali sui campi minori - ha detto Gussoni - nell'85 per cento dei casi riguardano i tesserati". Un osservatorio appositamente istituito dall'Aia nel febbraio del 2007 ha infatti potuto comparare i dati relativi alla stagione 2006-07 a quella successiva fino al 31 gennaio del 2008. "Dati che ci indicano come gli episodi di violenza consumata sui campi, con particolare rilevanza in quelli di seconda e terza categoria, siano aumentati del 24 per cento, passando da 134 a 178".

 

La stessa comparazione è stata riportata anche al solo mese di febbraio 2008, "dove si passa da 173 a 235 episodi", ha detto Gussoni. "Cosa è avvenuto? Nella settimana delle scomposte critiche nei confronti dell'arbitro Farina in Catania-Inter si è passati da una media di 9/12 episodi a 20. In un mese, poi, il dato si impenna: da 38/40 a 52. Stesso trend registrato nella settimana seguente le polemiche in Napoli-Juventus".

 

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