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Sport

MONDIALI ATLETICA INDOOR

Donati e Weissteiner in finale
Chambers beffato nella gara più veloce

A Valencia prima giornata della massima competizione al coperto. Nei 60 metri il nigeriano Fasuba ha battuto Dwain Chambers. Per l'Italia buone notizie da Elisa Cusma, Fabrizio Donato e Silvia Weissteiner

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Atletica Indoor Valencia, 7 marzo 2008 - Qualche fischio dalle tribune del Luis Puig di Valencia si e' alzato, ma probabilmente organizzatori spagnoli e dirigenti della Federazione internazionale temevano reazioni ben peggiori. Invece l'argento conquistato nei 60 metri da Dwain Chambers, l'uomo meno desiderato del momento nel mondo dell'atletica leggera, bene o male e' stato digerito. Forse perche' in molti temevano guai ancora maggiori, leggasi medaglia d'oro. E invece Olusoji Fasuba ha confermato di essere il miglior sprinter al coperto del 2008 e si e' andato a prendere il successo bissando in finale il 6"51, migliore prestazione dell'anno, realizzato nel turno precedente.

 

In questo modo ha reso meno imbarazzante la situazione e ha regalato alla Nigeria il secondo oro nei Mondiali indoor undici anni dopo il trionfo nei 400 di Sunday Bada. Per Chambers, che ha distribuito sorrisi e cortesie un po' a tutti, la gioia anche del primato personale (6"54) e la condivisione del secondo posto con Kim Collins, sprinter di St. Kitts & Nevis che quando c'e' da mettersi al collo una medaglia importante si fa trovare spesso e volentieri. "So che questo risultato ad alcuni non fara' piacere- ha detto Chambers- ma sono orgoglioso di avere conquistato una medaglia per il mio paese. Fasuba? Ha vinto il migliore". La prima giornata ha parlato con accento marcatamente americano.

 

Christian Cantwell (21.77, ma avrebbe vinto anche con il 21.59 del terzo lancio e con il 21.69 del sesto) e Reese Hoffa (21.20) hanno centrato un'annunciatissima doppietta nel peso: erano arrivati nello stesso ordine anche quattro anni fa a Budapest. Angela Williams, argento nelle edizioni iridate 2001 e 2003, si e' finalmente messa al collo l'oro dei 60 metri, correndo in 7"06 (miglior crono al mondo dell'anno). Argento alla sorprendente britannica Jeanette Kwakye (7"08), bronzo a Tahesia Harrigan (7"09), che ha regalato alle Isole Vergini Britanniche la prima medaglia in una grande manifestazione. Drammatica la conclusione del pentathlon, con Tia Hellebaut che ha salvato il suo oro, il primo per il Belgio nella storia della manifestazione, nonostante il crollo finale negli 800 metri. La belga ha chiuso con 4.867 punti e ha fatto la differenza soprattutto grazie all'1.99 ottenuto nel salto in alto, la sua specialita'.

 

Capitolo Italia. Le cose migliori le hanno fatte vedere Elisa Cusma e Fabrizio Donato. La mezzofondista ha vinto la batteria degli 800 in modo autorevole e con un ottimo 2'01"62; il triplista si e' assicurato la finale al primo tentativo con un salto a 16.96. "Sono molto contenta perche' finalmente ho fatto una batteria come si deve - ha detto la Cusma - le indoor le devo ancora scoprire, perche' ne ho fatte poche. Evidentemente sbagliando si impara".

 

"Probabilmente non ero mai riuscito nella mia carriera a ottenere la qualificazione al primo salto - il commento di Donato - a livello psicologico fa bene, per di piu' ho fatto un salto controllato. Mi sono molto piaciuto". Avanti negli 800 maschili, grazie al coraggio e alla squalifica del keniano Richard Kiplagat, Lukas Rifeser. Il suo conterraneo Christian Obrist, invece, e' letteralmente crollato nella parte finale della sua batteria dei 1.500 complici le difficolta' respiratorie causate da un'allergia.

 

Si e' interrotto alle semifinali, invece, il cammino di Simone Collio e Fabio Cerutti nei 60: lo sprinter lombardo si e' piazzato solo sesto nella prima semifinale con il tempo di 6"74; stesso piazzamento nella seconda semifinale per il piemontese, che pero' ha chiuso in 6"69. "Peccato, non so che dire - le parole di Collio - non voglio trovare giustificazioni. Tre giorni di influenza mi hamnno messo ko: ho perso tre chili, e certamente queste non sono le condizioni per correre un Mondiale. Avevo finalizzato questo obiettivo, ma ancora una volta qualcosa e' andato storto. L'ennesima batosta che prendo: non mollo, ma e' certamente molto dura". "Ero alla prima uscita dopo l'infortunio muscolare - ha detto Cerutti - ora mi prendero' un po' di pausa e poi riprenderemo la preparazione per le Olimpiadi".

 

Tre sorrisi e due delusioni per l'Italia nella prima mattinata di gare dei Mondiali indoor di atletica leggera. La prima nota lieta l'ha regalata Silvia Weissteiner qualificandosi alla finale dei 3.000 metri. L'altoatesina ha interpretato al meglio la seconda batteria, accodandosi all'etiope Meselech Melkamu e alla portoghese Jessica Augusto e chiudendo sesta ma con un tempo, 8'50"30, che le e' valso il ripescaggio e il personale stagionale. "Sapevo che la Augusto sarebbe andata a tirare perche' nei finali di gara non riesce a dare il meglio - il commento della Weissteiner - non ho sofferto, anzi, ho avuto delle ottime sensazioni. Nell'ultimo chilometro, sapendo che sarebbe bastato fare meno di 8'55", non ho spinto fino in fondo".

 

Se la Weissteiner ha azzeccato l'interpretazione tattica della gara, Cosimo Caliandro e' invece incappato in una batteria lentissima che gli e' costata l'ingresso in finale proprio nei 3.000

 

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