Londra, 7 marzo 2008 - "Gli interventi duri, le entrate pericolose, rappresentano al momento uno dei più importanti temi nel mondo del calcio. I giocatori che fanno questo genere di contrasti in modo intenzionale dovrebbero essere squalificati a vita". A invocare la "tolleranza zero" contro il gioco violento è il presidente della Fifa, Joseph Blatter, intervistato dal quotidiano inglese "The Times".
"Attaccare così qualcuno è un atto criminale, a prescindere che accada su un campo di calcio o altrove - continua - È un reato e dovrebbe essere trattato come tale". Secondo Blatter i principali responsabili, però, sono gli allenatori. "La pressione che c'è oggi fa sì che i tecnici incoraggino i giocatori a scendere in campo per vincere a ogni costo - sottolinea il numero uno della Fifa - Non ci sono microfoni negli spogliatoi per cui dicono: 'vai, vai, vaì. Ma fino a quando? Fino al punto in cui interviene l'arbitro". E proprio i direttori di gara sono chiamati da Blatter a fare di più.
"Alcuni arbitri pensano: 'per quanto tempo ancora posso lasciar correre senza estrarre il cartellino?'. Pensano di essere dei buoni arbitri se la partita fluisce per 20 minuti senza interruzioni - è l'analisi di Blatter - ma dovrebbero provvedere con ammonizioni ed espulsioni già nei primi tre o quattro minuti se necessario e noi chiederemo loro di farlo. Solo allora ci sarà un po' di pace in campo".
"Prima - prosegue Blatter - il problema era l'entrata da dietro ma adesso i giocatori intervengono di fronte e di fianco e questa è una materia di cui ci occuperemo nel fine settimana", allundendo alla riunione dell'Ifab che si terrà in Scozia. "Non ci limiteremo a fare delle raccomandazioni agli arbitri - avverte - ma insegneremo loro a essere più forti contro questo tipo di violenza".
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