Riccione, 8 marzo 2008 - Sono state due ore circa di caos sull'A14 all'altezza di Riccione, in provincia di Rimini, dalle 11 alle 13 circa, a causa del tentato suicidio dell'ex pugile romagnolo Loris Stecca, che salito su un cavalcavia ha cominciato a minacciare di gettarsi nel vuoto. La situazione però è stata risolta senza alcun incidente dalla Polizia Stradale di Riccione che è intervenuta sul posto riuscendo a dissuadere Stecca e farlo scendere dal cornicione del cavalcavia.
È ripreso da poco regolarmente anche lo scorrimento del traffico che era stato bloccato dalle forze dell'ordine. Sulla carreggiata sud, infatti, la circolazione era in tilt e si sono formate lunghe code, ora smaltite. Per convicere Stecca a calmarsi c'è voluto l'intervento anche del 118, tuttavia l'uomo, 48 anni anni, non ha ancora spiegato le ragioni del gesto. Una vita movimentata, comunque, quella di Stecca, che ha lasciato l'attività agonistica a metà degli anni Ottanta.
L'AMAREZZA DI LORIS
''Per un attimo ho visto nero e ho pensato di farla finita, perche' sto subendo un' ingiustizia da vent'anni. So che ho commesso qualcosa di eclatante, di grave, che non dovevo fare, ma voglio che la gente, i miei tifosi, gli amici e anche coloro che mi vogliono male capiscano che sono esasperato, non ne posso piu'''. Loris Stecca, l'ex campione di boxe che questa mattina ha minacciato il suicidio dal cornicione di una galleria dell'autostrada A14, si sfoga dopo la brutta avventura.
Da tempo Stecca attende un risarcimento danni per l'incidente stradale che gli impedi' di continuare ad esercitare la sua professione di pugile. Anni dopo, l'ex moglie lo denuncio' di voler truffare l'assicurazione, ma venne assolto dall'accusa. Attende pero' ancora piu' di 300.000 euro chiesti come risarcimento dal suo avvocato: 'Io mi chiedo - dice Stecca - se e' un delitto aver attraversato sulle strisce pedonali ed essere stato investito... Ma da allora la mia vita e' finita, non posso piu' combattere e devo arrangiarmi per vivere. Intanto mi sono risposato, ho dei figli e devo pensare a loro! Ecco perche' stamattina mi si e' annebbiata la vista: non e' che volessi fare notizia, e' che proprio non ce la faccio piu'. E quando vedevo quei camion passare sotto di me, per qualche minuto ho davvero pensato di buttarmi e farla finita: non si puo' giocare cosi' sulla pelle di un uomo, per tutti questi anni. Ma cosa aspetta la giustizia a fare il suo corso?''.
Stecca, che pochi mesi fa aveva chiesto a San Marino il permesso di tornare a combattere e se lo e' visto rifiutare, conclude: ''Tornano a combattere anche Tyson e Holifield, invece uno come me e' troppo scomodo, non lo vuole piu' nessuno. Ma io non mi pento di nulla e andro' fino in fondo a questa vicenda, non voglio trattare. Pero' non voglio nemmeno fare il don Chisciotte. Chiedo solo giustizia''.
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