Torino, 17 marzo 2008 - Last minute Juve. I numeri parlano di grinta senza ulteriori fronzoli, e sminuiscono persino la retorica della squadra indomita. 18 gol, dei 49 segnati, nell'ultimo quarto d'ora, di cui 7 decisivi (Cagliari, Roma, Torino, Parma, Atalanta, Catania e Juventus) negli ultimi 8 minuti. 12 punti presi per i capelli, alla fin fine. La Signora Cesarini ha la faccia ruggente di Vincenzo Iaquinta, l'ultima riga della statistica appuntita: 6 dei 12 gol segnati tra campionato e Coppa Italia li ha fatti nell'ultimo quarto d'ora.
Il 50 per cento. Un fatturato di 8 punti netti. E' il mister Wolf bianconero che risolve i problemi. Quello che gioca meno degli altri, "e va bene cosi'". Segna come gli altri, e "va bene cosi'". Il terzo comodo, quello che sta zitto e segna. Campione del mondo della panchina vincente: zitto, si alza, entra e segna.
L'ultima volta aveva fatto cosi' con l'Udinese. L'ha rifatto col Napoli. E stavolta al "tutto bene" ci ha aggiunto un "pero'...".
"Mi piacerebbe- ha detto- entrare e segnare sempre. Ma soprattuto mi piacerebbe giocare con un po' di continuita'". Tutto qui, il reclamo. Concreto e zitto. Anche perche' la sofferta parte del bomber operaio potrebbe invece riciclarsi in un posto agli Europei. "Spero che questa continuita' di gol mi possa valere la convocazione in Nazionale". Donadoni fara' i suoi conti, e difficilmente lascera' a casa uno che accetta la disciplina, quando entra segna e puo' giocare in tutti i ruoli dell'attacco.
Jolly. "Non sono soltanto io, tutta la Juve funziona in questo modo", diceva dopo l'Udinese. La Juve funziona proprio cosi', nel bene e nel male. Nel periodo nero seguito alla vittoria sulla Roma, il mondo si rivoltato persino nei numeri: gol nel finale si', ma al contrario. Il rigore del 2-1 della Reggina, i due della rimonta della Fiorentina.
Una castello da favola crollato in tre partite, con tanto di ruolo futuro di Ranieri messo in discussione, anche dai "non dico" di Nedved e Del Piero. "Sparano sul pianista", ha detto il tecnico. E subito i senatori hanno riparato, assicurandogli l'appoggio interno. Ora che la classifica sorride di nuovo, l'ambiente si rasserena. Mercoledi' c'e' l'Empoli, poi nel sabato pre-Pasqua il big match con l'Inter. I numeri vanno oltre le "10 finali" della retorica.
Perche' la statistica sta li' a garanzia dell'happy end.
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