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BRASILE

Zidane nella favela di San Paolo:
"Mi ricorda la mia infanzia"

L'ex fuoriclasse francese ha visitato la favela di Heliopolis, dove vive poco meno di un milione di persone, come testimonial del marchio Adidas, che ha sponsorizzato anche la costruzione di un centro sportivo

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Zinedine Zidane San Paolo, 17 marzo 2008  - Ai bambini delle favelas non importa che sia stato il grande responsabile per la disfatta del Brasile nella finale dei mondiali del 1998: Zineddine Zidane e' stato acclamato ieri come un idolo durante la sua visita alla piu' grande baraccopoli di San Paolo, durante la quale ha anche inaugurato un campo di calcio.



L'ex fuoriclasse francese ha visitato la favela di Heliopolis, dove vive poco meno di un milione di persone, come testimonial del marchio Adidas, che ha sponsorizzato anche la costruzione di un centro sportivo nella baraccopoli.''Mi ricorda la mia infanzia'', ha commentato Zidane.


Sempre per beneficenza, l'ex campione del mondo ha giocato una partitella con ex giocatori, politici e ragazzi della favela.''Sono troppo vecchio per tornare a giocare come professionista - ha commentato il 35/enne Zidane in un'intervista al maggior quotidiano brasiliano, la Folha de S.Paulo - Ho avuto proposte dagli Usa, ma sono due anni che non gioco. Piuttosto, visto che vivo a Madrid, potrei lavorare nel Real Madrid, vorrei tornare a lavorare nel calcio, ma non come tecnico''.


Zidane non ha voluto fare commenti sul tormentone della testata a Materazzi, si e' limitato a sottolineare che ''anche nel resto del mondo, non solo in Francia, vorrei essere ricordato per tutta la carriera, non solo per l'ultimo episodio''.


''Il Brasile per me e' stato un esempio nel calcio - ha detto l'ex fuoriclasse della Juve e del Real Madrid - Dicono che sono gli inglesi che hanno inventato il calcio, ma i brasiliani lo hanno reinventato. Ogni volta che si gioca contro il Brasile, si da' tutto per vincere, ero sempre un po' piu' motivato. Battere il Brasile non e' due volte meglio, e' mille volte meglio, perche' e' il Brasile''.

 

Zidane ha detto di non vedersi tra i grandissimi del calcio. ''Ci sono tre giocatori al di sopra di tutti gli altri: Pele', Maradona e Di Stefano. Anche Platini era piu' bravo di me''. Sul calcio attuale, Zidane ha affermato che i grandi numeri 10 oggi stano sparendo. ''Oggi il calcio e' sempre piu' tattica, piu' strategia, ma i grandi giocatori ci saranno sempre''.

 

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