Roma, 27 marzo 2008 - Ancora testimonianze di calciatori e di procuratori al processo che vede imputati Luciano Moggi e alcuni esponenti della 'Gea', la società che gestiva decine di calciatori, accusati di associazione per delinquere "finalizzata alla commissione di più delitti di illecita concorrenza". Minacce per convincere, secondo l'accusa, i giocatori a abbandonare i loro procuratori per passare alla Gea. Contrastanti alcune testimonianze.
Mentre il procuratore Claudio Orlandini a proposito del calciatore da lui gestito Fabio Gatti, quando era al Perugia, ha detto che questi lo lasciò perchè minacciato di finire anzitempo la carriera se non si fosse affidato alla Gea, un altro procuratore, Paolo Bordonaro ha escluso che la Gea sia ricorsa a minacce. Anzi "la società -ha detto- aveva un'influenza assai rilevante nel settore del calcio e l'80% dei calciatori ambiva farsi assistere dalla Gea, perciò era semplice per quest'ultima non avere concorrenza perchè a questa società i calciatori andavano spontaneamente".
Claudio Orlandini, interrogato per primo, ha ricordato di aver curato gli interessi di Fabio Gatti sin dall'inizio della sua carriera, a cominciare dal 2001. I suoi genitori gli chiedono di seguire la carriera del figlio ma i rapporti si interruppero quando Gatti, in forza al Perugia, nel 2002 gli comunicò che intendeva interrompere i suoi rapporti. E questo perchè il presidente del Perugia, Luciano Gaucci, in sostanza lo indusse a passare alla Gea. Se non avesse accettato, ha osservato Orlandini, Gatti sarebbe stato in sostanza abbandonato, si sarebbe dovuto allenare con la seconda squadra e in sostanza gli avrebbero bloccato la carriera.
Prima di lasciare Orlandini parlò col direttore sportivo del Perugia, Walter Sabatini, il quale gli disse che la posizione di Gatti rientrava in una "operazione societaria" che prevedeva tra l'altro anche il trasferimento del calciatore Fabio Liverani alla Lazio. Per la perdita della procura Orlandini fu risarcito dalla squadra umbra con 20 mln di lire.
Il Tribunale ha deciso di convocare come testimone anche il padre di Gatti e di Orlandini per riferire sulle minacce che entrambi avrebbero ricevuto affinchè Gatti passasse alla Gea. Tra l'altro al padre di Orlandini Luciano Moggi avrebbe detto che se non avesse lasciato la procura del giovane calciatore la carriera di suo figlio Claudio sarebbe stata stroncata.
Fabio Gatti, interrogato subito dopo, ha ricordato i suoi rapporti con Claudio Orlandini. Decise di lasciarlo perchè non rispondeva al 100% alle sue esigenze professionali. "Non mi dava -ha detto- risposte soddisfacenti per il mio futuro. Nel corso del campionato 2001-2002 mi chiamò Gaucci e mi consigliò di passare alla Gea, io accettai. Gaucci lo incontrai a Perugia ma non mi spiegò perchè dovevo affidarmi alla Gea, io ho pensato che se il consiglio veniva dal mio presidente era giusto accettarlo, avevo 19 anni".
Quando andò alla Gea con suo padre per firmare la procura incontrò due soci, Riccardo Calleri e Chiara Geronzi. Entrambi erano rimasti coinvolti nell'inchiesta ma la loro posizione è stata archiviata. Il calciatore ha raccontato comunque che anche con la Gea non ha avuto un rapporto soddisfacente perchè non si sentiva adeguatamente tutelato specialmente quando la famiglia Gaucci acquistò il Catania e lui dovette andare con la squadra. Alla scadenza della procura non rinnovò il contratto.
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