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CICLISMO

Slitta la sentenza su Di Luca
il Gui vuole perizia super-partes

Al termine dell'udienza nell'aula magna del Centro di preparazione olimpica all'Acqua Acetosa a Roma, il Giudice unico in materia di doping del Coni, ha deciso di affidarsi a tre periti. L'udienza è aggiornata alle 10 del 16 aprile
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Di Luca vince la quarta tappa Roma, 1 aprile 2008 - Slitta la sentenza su Danilo Di Luca. Al termine dell'udienza odierna nell'aula magna del Centro di preparazione olimpica all'Acqua Acetosa a Roma, il Giudice unico in materia di doping del Coni, presieduto da Francesco Plotino, ha deciso di affidarsi a una perizia super-partes che dovrà essere redatta da tre periti entro i prossimi dieci giorni. L'udienza è aggiornata alle 10 del 16 aprile.

 

I tre periti nominati dal Gui sono il professor Vincenzo Toscano, direttore della cattedra di Endocrinologia della II Facoltà dell'Università La Sapienza Roma, il professor Riccardo Lubrano, ricercatore di Nefrologia della I Facoltà Università La Sapienza di Roma e il professor Alfredo Pontecorvi, ordinario di Endocrinologia dell'Università Cattolica Agostino Gemelli di Roma.

 

Ai tre, che erano già stati indicati dal Gui, è stato chiesto di esaminare i risultati delle analisi sui test di Di Luca durante tutto il Giro d'Italia 2007 e in particolare i campioni 8 e 9 del 30 maggio scorso, al termine della diciassettesima tappa. Dovranno stabilire se le anomalie in alcuni valori ormonali, ha stabilito il Gui nell'ordinanza, sono compatibili con assunzione esclusivamente di acqua o, al contrario, il frutto del ricorso a metodi o sostanze proibite.

 

Per Di Luca la procura antidoping aveva chiesto due anni di squalifica, mentre la difesa si era opposta chiedendo il non luogo a procedere per totale estraneità ai fatti. Secondo gli inquirenti, le anomalie ormonali sono dovute a una flebo di plasma a cui l'allora corridore della Liquigas si sarebbe sottoposto tra il prelievo effettuato al termine della tappa dello Zoncolan e quello in albergo tre ore più tardi.

 

 

LEGALE DI DI LUCA: GUI HA SCELTO SOLUZIONE CONDIVISIBILE

 

Il Gui ha scelto "una soluzione di prudenza che si può comprendere e anche condividere". Così l'avvocato Federico Cecconi, legale di Danilo Di Luca, al termine dell'udienza che vede il corridore abruzzese accusato per le anomalie ormonali riscontrate durante un test antidoping effettuato il 30 maggio scorso al termine della diciassettesima tappa del Giro d'Italia. Il Gui ha scelto di affidarsi a una perizia super-partes. "E' un caso molto complicato - ha spiegato Cecconi - ritengo corretto il percorso logico del Gui. Di Luca ha sempre cercato di offrire chiarezza e vorrei che questo elemento venisse sottolineato, credo che sia un passo doveroso rivolgersi alla perizia super-partes. Comunque è stato dimostrato che gli elementi portati dalla procura siano insufficienti per provare l'addebito". 

 

 TORRI: CONVINTO DELLA SUA COLPEVOLEZZA

 

Una scelta "prevedibile" ma la colpevolezza di Danilo Di Luca è stata dimostrata. Ne è convinto il capo della procura antidoping del Coni Ettore Torri, che ha commentato la decisione del Gui di affidarsi a una perizia super-partes in merito al caso del ciclista abruzzese, sotto accusa per le anomalie ormonali riscontrate durante un test antidoping effettuato al termine della diciassettesima tappa del Giro d'Italia dello scorso anno. "E' tutto sommato una scelta prevedibile - ha detto Torri ai giornalisti dopo la conclusione dell'udienza odierna - d'altra parte i tre periti erano già stati convocati". A chi gli chiedeva se fosse convinto della colpevolezza di Di Luca, Torri ha risposto: "Sì, noi - ha aggiunto - abbiamo dimostrato quello che dovevamo dimostrare, ora sta alla difesa dimostrare il contrario".

 

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