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REGGIO CALABRIA

Avviata inchiesta su presunti torti arbitrali alla Reggina

L'esposto presentato alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria dal presidente del consiglio comunale, Aurelio Chizzoniti, è diventato un fascicolo. Si cercheranno le prove di presunti rapporti poco leciti tra due fischietti della Can di A e B e dirigenti di società di serie A. Gli arbitri in questione dovrebbero essere Morganti di Ascoli Piceno e Brighi di Cesena
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Reggio Calabria, 2 aprile 2008 - I presunti torti arbitrali subiti nella corrente stagione dalla Reggina Calcio saranno al centro di un indagine, affidata dal procuratore facente funzioni Francesco Scuderi al sostituto Francesco Mollace.


L'esposto presentato alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria dal presidente del Consiglio comunale, Aurelio Chizzoniti, è diventato un fascicolo.

Spetterà ora ai carabinieri del comando provinciale reggino, indagare sulle presunte irregolarità, che la squadra del presidente Foti avrebbe subito in questa stagione ad opera di due fischietti che arbitrano nel massimo campionato di calcio italiano.

Si cercheranno le prove di presunti rapporti poco leciti tra due fischietti della Can di A e B e dirigenti di società di serie A. Gli arbitri in questione dovrebbero essere Morganti di Ascoli Piceno e Brighi di Cesena.

 

Emidio Morganti e Cristian Brighi, secondo indiscrezioni, sarebbero due dei fischietti il cui nome potrebbe essere iscritto nel fascicolo che la Procura della Repubblica di Reggio Calabria ha aperto contro i presunti torti arbitrali, in danno della società Reggina Calcio, squadra della città dello Stretto che milita nel massimo campionato italiano.

Dall'inizio di questa stagione, ma a dire il vero anche negli anni passati, alcuni arbitraggi delle gare dove era impegnata la squadra dello stretto hanno lasciato più che una recriminazione, fino alla presa di posizione del Presidente del Consiglio comunale di Reggio Calabria, avvocato Aurelio Chizzoniti, che ha denunciato tutto alla Procura che ha avviato l'indagine. Le partite sicuramente prese in esame sulla denuncia, da quanto si apprende da fonti investigative, sono tre, ma non è escluso che ce ne siano altre.

La prima risale alla prima giornata di campionato, il 26 agosto del 2007 quando la squadra del presidente Pasquale Foti affrontò tra le mure amiche del "Granillo" i nerazzurri dell'Atalanta. La gara finì con il punteggio di 1-1, con un rigore molto "generoso" concesso dal cesenate Brighi alla squadra bergamasca, che consentì agli orobici di pareggiare una gara che avevano in pratica perso.

La seconda gara è quella del 3 marzo, terza di ritorno, sempre a Reggio Calabria, questa volta con direttore di gara Emidio Morganti di Ascoli Piceno. La gara era tra la Reggina e il Torino. Punteggio finale 3-1 per gli ospiti, con due rigori, che tutte le moviole decretarono inesistenti. Nel primo rigore, il difensore della Reggina Bruno Cirillo tocca nettamente la palla, anticipando l'attaccante avversario; nel secondo il fallo, se fallo fosse stato, era stato commesso fuori area.


La terza partita incriminata è quella di San Siro del 9 marzo scorso tra l'Inter e la Reggina. Punteggio finale 2-0 per la squadra nerazzurra, con un rigore inesistente, vedi moviole, e una direzione di gara a senso unico a favore della squadra campione d'Italia. Dopo quella partita partì la denuncia del presidente del Consiglio comunale reggino che ha dato il via alle indagini della magistratura.

 

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