Roma, 5 aprile 2008 - In una lettera inviata alla federazione tedesca, che ieri ha chiesto una serie presa di coscienza in merito alla sua posizione, Max Mosley ha spiegato di "non avere fatto niente di sbagliato" e che il suo comportamento, riferito alle immagini diffuse la scorsa settimana dal News of the World che lo vedevano impegnato in un'orgia sado-maso con delle prostitute con indosso abiti nazisti, "è stato innocuo e completamente legale".
Il presidente della federazione internazionale degli sport automobilistici, quindi, spiega di non vedere alcuna ragione per la quale dovrebbe dimettersi. "Se fossi stato fermato per eccesso di velocità e in stato di ebrezza, mi sarei dimesso immediatamente", ha scritto Mosley. "In questo caso, parlando di uno scandalo che riguarda la mia vita privata e che un giornale ha ottenuto in maniera legale, sebbene molta gente possa ritenerlo inaccettabile, non c'é nulla di pericoloso o illegale. Molta gente fa delle cose nelle stanze da letto o ha vestiti che altri trovano ripugnanti. Ma finché tutto resta provato, nessuno può obiettare".
Il problema, secondo Mosley, è l'avere reso pubblico il suo comportamento. "Ed in questo caso io non ho alcuna responsabilità, avendo anche fatto il possibile per mantenere il riserbo", dice il numero uno della FIA. Che in merito agli abiti nazisti indossati, preme sul tasto della "cospirazione". "Una invenzione", dice Mosley.
"Tutto diventerà più chiaro quando si andrà al processo. Il giornale ha inventato questa storia degli abiti nazisti per dare ancor più pepe alla storia e parlare della mia famiglia". Il presidente della FIA, infatti, è figlio di Oswald Mosley, fondatore nel 1930 dell'Unione dei fascisti britannici e leader delle camice nere d'Oltremanica. "Io non ho fatto nulla di male, a differenza di quel giornale. Per questo ho chiesto i danni.
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