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IL FENOMENO

Ronaldo: "Tornerò a giocare,
ma prima provo nel Flamengo"

Nonostante l'ennesimo grave infortunio al tendine rotuleo dello scorso febbraio sembrava potesse spingerlo ad abbandonare il calcio, Ronie pensa al ritorno in campo. Con la formazione brasiliana,  però, e poi, se le cose andassero per il verso giusto, si potrebbe pensare di nuovo all'Europa e al Milan
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ronaldo Milano, 8 aprile 2008  - Ronaldo ci crede. Nonostante l'ennesimo grave infortunio al tendine rotuleo dello scorso febbraio sembrava potesse spingerlo ad abbandonare il calcio, il Fenomeno pensa al ritorno in campo. Con il Flamengo, però, e poi, se le cose andassero per il verso giusto, si potrebbe pensare di nuovo all'Europa e al Milan.

 

"Sto lavorando per quello, 4 o 5 ore al giorno. Il recupero devo farlo comunque: per giocare con gli amici sulla spiaggia e avere una vita normale. Ma i medici, anche nell'ultimo controllo qui a Parigi, mi hanno dato tutte le speranze e le garanzie di cui avevo bisogno. A quasi due mesi dall'intervento il ginocchio si presenta molto meglio dell'altro allo stesso stadio post infortunio".

 

Ottimista, quindi, Ronaldo. Che in un'intervista esclusiva alla Gazzetta dello Sport precisa: "Con il Milan c'è un rapporto molto bello: lì avrò sempre le porte aperte, ma devo essere all'altezza. L'idea è quella di ripresentarmi qualche mese in Brasile, magari nel Flamengo. E, se tutto va bene, riaffacciarmi in rossonero".

 

Anche il passato nelle parole di Ronaldo: ogni tanto sui giornali rispuntano notizie di quando giocava ad Eindhoven, giovanissimo. Si dice che qualche farmaco "sbagliato" lo abbia esposto agli incidenti successivi: "Che io sappia non è mai successo. Molti - spiega l'attaccante brasiliano - parlano di anabolizzanti che mi avrebbero dato per crescere. Niente di tutto questo. Anche di Messi lo dicono. Una cosa comunque ho capito: non sempre la medicina, sportiva, ha delle risposte chiare".

 

Ronaldo parla anche di Milan ("è una grande squadra, è stata un'annata sfortunata, troppi infortuni"), Ronaldinho ("credo resterà a Barcellona, è troppo importante"), Adriano ("è un carattere difficile, ma è un ragazzo d'oro e deve essere ben amministrato: attenzione soprattutto a chi gli sta intorno"), e del duello Inter-Roma: "La Roma gioca il miglior calcio in Italia. Ma l'Inter vincerà lo scudetto".

 

Dopo aver ricordato il famoso Juve-Inter del 1998, con quel rigore non concesso per fallo di Iuliano nei suoi confronti ("Ricordo soprattutto quello che c'era dietro il calcio italiano d'allora. Una mafia. Ma è stata fatta giustizia"), Ronaldo conclude parlando del suo futuro dopo l'addio al calcio: "Lavorerò soprattutto nel sociale. Aumenterò il mio impegno come ambasciatore Onu contro la povertà". Un futuro chissà quanto lontano.










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