Roubaix (Francia), 13 aprile 2008 - I campioni sono cosi'. Quando li si pensa in crisi di risultati, sono in grado di tirare fuori il meglio. Nell'impressionante sprint con cui Tom Boonen conquista la centoseiesima Parigi-Roubaix c'e' tutta la rabbia del corridore che lo scorso anno manco' clamorosamente gli appuntamenti con le classiche e si 'consolo'' con la maglia verde al Tour. Il fuoriclasse di Mol si porta a casa per la seconda volta in carriera (2005) il blocco di pave' e da' alla sua squadra, la Quick Step, il secondo successo in una settimana dopo quello di Stijn Devolder al Giro delle Fiandre.
"Penso che fossi il piu' fresco per la volata- le parole del vincitore, per la quarta volta sul podio di Roubaix- Volevo entrare nel velodromo in ultima posizione. Quando non vinco, si dice subito che sono meno forte. Ma io faccio di tutto per vincere le grandi corse, Milano-Sanremo, Giro delle Fiandre, Parigi-Roubaix. In totale, sono gia' a sei vittorie. Quanti nel gruppo posso dire la stessa cosa? Sono felice di aver vinto oggi contro dei corridori molto forti. Questo prova che stavo bene anche la settimana scorsa. Sono enormemente fiero di aver realizzato quest'impresa con l'aiuto della squadra".
È la Quick Step, infatti, ad condurire la gara, soprattutto a partire dalla seconda meta' del percorso. Prima di allora, la regina delle classiche vive sulla fuga a tre messa in atto da Matthe' Pronk, Jan Kuyckx e Alexander Serov, mentre dal gruppo arriva la notizia del ritiro per un colpo di freddo del norvegese Thor Hushovd dopo circa 120 chilometri. La gara s'infiamma alla Foresta di Arenberg: una caduta coinvolge diversi corridori tra cui Juan Antonio Flecha e Filippo Pozzato.
Il vicentino della Liquigas finisce praticamente li' la sua corsa. All'uscita della foresta, infatti, un gruppo che annovera i favoriti inizia ad alzare il ritmo. Con loro ci sono, tra gli altri, Tom Boonen, Fabian Cancellara, Alessandro Ballan, George Hincapie e Stuart O'Grady, insomma tutti i favoriti. La fuga a tre viene annullata. A circa sessantacinque chilometri dal traguardo il gruppo inseguitore, tra cui Flecha e Pozzato, rientra sui migliori, ma appare chiaro che nessuno di loro abbia le gambe per lottare.
Ai meno cinquantatre', van Summeren, che lavora per il capitano Leif Hoste (Silence-Lotto), aumenta l'andatura e porta via una drappello di otto uomini. Cancellara, Boonen, Ballan, Hoste, Devolder, O'Grady e Maskaant iniziano a fare gara a parte. Sul Mons-en-Pevele (a quarantasei dal traguardo), Devolder allunga sugli altri sette e prende circa cento metri di vantaggio: O'Grady raggiunge Devolder e i due raggiungono una quindicina di secondi sui primi inseguitori. Ma l'azione decisiva s'innesca a una trentina di chilometri dal termine: Cancellara parte, Boonen e Ballan gli prendono la ruota, gli altri no. I tre viaggiano in accordo guadagnando secondi ed e' Cancellara il primo a provare l'allungo solitario sul Carrefour de l'Arbre, ma i compagni di fuga non lo mollano. Il ventottenne della Lampre sembra tenere, ma senza le gambe dei giorni migliori.
La storia dell'arrivo sembra gia' scritta quando al traguardo mancano ancora venti chilometri. Boonen entra in ultima posizione nel Velodrome e poi scarica sui pedali la sua potenza, la rabbia per i risultati mancati, vincendo con un secondo di vantaggio: per gli altri non c'e' niente da fare, il suo scatto li imbarazza. Cancellara e' secondo, Ballan terzo. Quarto il giovane olandese Martijn Maaskant.
"Posso essere veramente soddisfatto di questo risultato- spiega il vincitore della Sanremo- Sapevo che avrei dovuto attaccare ma, alla fine, eravamo i piu' forti li' davanti". Ballan ha concluso molto stanco. "Nel finale ho sentito la fatica- il commento del corridore di Castelfranco Veneto- Era difficile, iniziavo ad avere dei crampi. Sono quindi contento di essere sul podio, contento della mia corsa. Ho provato a fare qualcosa, ma Boonen e Cancellara oggi erano superiori. Lo scorso anno dicevano che mi hanno regalato il podio, stavolta l'ho meritato, ma tornero' per vincere".
Chiude con onore Fabio Baldato. A quasi quarant'anni il corridore della Lampre, alla sua ultima stagione da professionista, ha fatto da scudiero a Ballan, finendo decimo per il secondo anno consecutivo. "Ho avuto ragione nel fare ancora un anno da Pro- racconta- Ho aiutato Alessandro finche' ho potuto e mi dispiace per lui. L'importante e' che siamo stati li' davanti. Io chiudo questa mia ultima Roubaix con grande soddisfazione e la dedico a mia moglie e ai miei figli". Dopo il pave', adesso arrivano le Ardenne. Gli italiani andranno in cerca di rivincite.
Pozzato, deluso a fine gara, pensa di non partecipare all'Amstel Gold Race: se non andra', stara' fermo qualche settimana per recuperare. Gli altri punteranno forte, dall'Amstel alla Liegi passando dalla Freccia Vallone, ma dovranno fare i conti con Boonen. Il re e' tornato e ha ancora fame.
L'ordine d'arrivo
1. Tom Boonen (Bel) Quick Step, 5h58'42";
2. Fabian Cancellara (Svi) Csc, st;
3. Alessandro Ballan (Ita) Lampre, st;
4. Martijn Maaskant (Ola) Slipstream Chipotle, +3'39";
5. Stuart O'Grady (Aus) Csc, +3'57";
6. Leif Hoste (Bel) Silence-Lotto, st;
7. Stijn Devolder (Bel) Quick Step, +3'59";
8. Johan Van Summeren (Bel) Silence-Lotto, +4'35";
9. George Hincapie (Usa) High Road, +5'12";
10. Fabio Baldato (Ita) Lampre, st.
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