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Adriano: "Io, Mario e Ibra, non sarebbe male"

In una lunga intervista concessa alla Gazzetta dello Sport  il brasiliano si racconta e spiega che non vede l'ora di tornare a vestire la maglia nerazzurra, dopo essersi ritrovato con quella del San Paolo
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Adriano Roma, 24 aprile 2008  - Ha nostalgia e voglia di Italia. Ha voglia di Inter e di riconquistare il popolo nerazzurro a cominciare da Mancini e Moratti, l'allenatore che secondo l'Imperatore non l'ha aiutato a sufficienza e il presidente che lo ha sempre sostenuto e incoraggiato.

 

In una lunga intervista concessa alla Gazzetta dello Sport Adriano si racconta e spiega che non vede l'ora di tornare a vestire la maglia nerazzurra, dopo essersi ritrovato con quella del San Paolo nel campionato brasiliano.

 

"Avevo paura di venire qui e di non risucire ad uscire dalla crisi in cui ero caduto, anzi precipitato, sarebbe stato il mio fallimento", racconta Adriano che in passato non ha avuto difficoltà a parlare dei suoi problemi con l'alcol. "Finalmente provo felicità nel giocare, ho la famiglia vicina, sono più tranquillo, ho voglia di allenarmi, riesco a concentrarmi come si deve quando devo lavorare o giocare e questo mi aiuta a dare qualcosa in più".

 

Uno psicologo gli ha dato una mano in Brasile, ma Adriano ne fa già a meno ("i medici mi hanno detto che non è più necedssario"), anche perchè vive un momento di grande felicità grazie ad una bimba in arrivo che lo renderà papà per la seconda volta ("sono troppo felice, nascerà in estate").

 

Insomma Adriano è uscito dal tunnel come aveva promesso quando chiese a Moratti di lasciarlo andare al San Paolo. "Il presidente mi disse 'fai ciò che credi sia meglio per te e ti aiuterò, e io gli devo molto per questo - spiega Adriano -. Penso sia felice per come vanno adesso le cose e le sue parole mi fanno bene, anche perchè davvero non vedo l'ora di tornare e di rimettere quella maglia".

 

Il progetto di Adriano è restare in nerazzurro almeno fino al 2010, con o senza Mancini. "Io non ho nulla contro Mancini, ho soltanto detto che mi sarei aspettato mi aiutasse di più nel mio momento peggiore. E comunque se Moratti mi chiede di restare io resto, se sto bene non credo che Mancini possa mettermi sempre in panchina e infatti quando stavo bene mi mandava in campo. Ho fiducia di tornare all'Inter com'ero una volta: l'Adriano che "costringeva" Mancini a farlo giocare".

 

Prandelli sarebbe felice di allenarlo di nuovo alla Fiorentina. "Lui mi capiva, sa leggere la mia testa, quando vedeva che qualcosa non andava mi portava a mangiare, cercava di capirmi. Augurargli l'Inter mi sembra una bella cosa".

 

Tornando all'Inter in questi mesi ha sentito "Branca e Oriali, Cordoba e Stankovic e poi Mario Balotelli. Visto cosa sta combinando? Ma non mi meraviglia, mai avuto dubbi che fosse bravo. Mi telefona un sacco di vole e mi continua a scrivere sms: "Dai torna che dobbiamo giocare insieme" e io non vedo l'ora: io, Mario e Ibra, non sarebbe male. Con Zlatan ho un ottimo rapporto, ci vogliamo bene, Lui è fantastico e uno dei miei rimpianti più grandi e aver giocato così poco con lui".

 

Ibra e Balotelli stanno per vincere uno scudetto che l'Imperatore non sente suo "neanche per un pezzetto. Adriano in questo scudetto non c'entra niente perchè non c'era, però spera di esserci nel prossimo".










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