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Il sito rossonero: "questo non e' un derby"

       
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kakà Milano, 28 aprile 2008 - Per la Champions o per lo scudetto, "questo non e' un derby". Il Milan smonta la stracittadina di domenica prossima ("la sfida con l'Inter non va mitizzata"), gli toglie il suo significato intrinseco. E dal suo sito ufficiale rilancia la lettura spoetizzante di Milan-Inter: si gioca per la qualificazione Champions, la solita cornice del derby stavolta non vale. Anzi, si rischia di "sviare l'attenzione. Si rischia di deragliare, ossessionandosi su temi come la fede, l'orgoglio, la passione".

 

Insomma, il Milan prova ad abbassare il profilo di una partita che potrebbe regalare lo scudetto all'Inter e contemporaneamente l'addio alla qualificazione Champions della squadra di Ancelotti.

 

"No, con il massimo del rispetto per una sfida stracittadina che e' parte integrante della storia del calcio italiano, non e' un derby- si legge sul sito rossonero- E' la stessa storia della partita di Milano a confermarlo. Concetti come rivalita', supremazia, sfotto', fanno parte soprattutto del derby d'andata, dove gli interessi di classifica non sono mai fondamentali, mai ultimativi. E' al ritorno invece che si guarda piu' alla classifica, si fortificano principi come la concretezza, l'efficacia, la praticita'.

 

Non e' un derby perche' se si concentra l'attenzione sul vero nome della sfida, il rischio e' sviare l'attenzione. Si rischia di deragliare, ossessionandosi su temi come la fede, l'orgoglio, la passione. Che ci sono comunque, ma che non devono essere sbattuti in prima pagina per la sfida che attende il Milan. I rossoneri sono usciti dal campo di Torino la sera del 12 aprile battuti e, secondo i piu', fuori da ogni gioco per l'area Champions. Non solo: i rossoneri si sono svegliati domenica 20 aprile con uno svantaggio di sette punti dalla Fiorentina, all'indomani del vittorioso anticipo dei viola contro il Palermo. E' quello il momento in cui non hanno mollato. E proprio perche' non hanno mollato che se la stanno ancora giocando a testa alta. Non hanno mollato, ovvero si sono dati un obiettivo: vincerle tutte e cinque.

 

Senza smanie stracittadine, senza pruriti da rinvio della festa scudetto della prima in classifica o altri luoghi comuni abbastanza infantili. Vincerle tutte e cinque: e' proprio per questo che non e' un derby. E' la terza delle cinque, sono 90 minuti fra gli ultimi 270. E' il crocicchio fra strade diverse. Sappiamo di essere attesi, ma dobbiamo andare per la nostra strada. Che non e' quella del derby: questo e' un termine in cui ci si immerge, sono partite in cui ci si isola dal mondo e dalla classifica e si pensa solo al derby stesso.

 

Il Milan ha un altro compito, piu' duro: guardare oltre. Affrontare l'Inter guardando anche avanti e pensando che si dovra' giocare con lo stesso spirito in seguito, contro Napoli e Udinese. Anzi, deve essere proprio il desiderio forte di dare importanza alle sfide del San Paolo e di San Siro contro i friulani, ad animare i giocatori del Milan nella partita di domenica. Senza retorica e con tanta umilta'. Quella vera, quella con cui si e' disposti a soffrire attimo per attimo e partita per partita pur di arrivare dove sappiamo".

 

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