Il portiere bianconero stila un bilancio della stagione e si proietta verso la prossima che segnerà il ritorno in Europa: "Abbiamo bisogno di giocatori di grande livello. Ronaldinho? Se avesse voglia di rimettersi in discussione"
Milano, 7 maggio 2008 - "Il prossimo anno ci sarà la Champions? Finalmente! Ci vorrà un gruppo ancora più competitivo come numero e qualità, perchè non è nella nostra logica scegliere a priori uno dei due obiettivi". Gigi Buffon, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, è già proiettato verso la prossima stagione, con una Juve pronta a dire la sua sia in Italia che in Europa.
"Mi è mancata la Champions - confessa il portierone - noi che siamo rimasti due anni fa ci siamo sacrificati, ma ora è arrivato il momento di tirare fuori le armi e combattere". E per fare questo "in ogni reparto c'è bisogno di uno o due giocatori di livello", dice ancora Buffon, che se fosse nei panni dei dirigenti bianconeri comprerebbe, "se avesse voglia di rimettersi in discussione, di dimostrare tutto il proprio valore e abbassasse le pretese, Ronaldinho, farebbe sognare qualunque compagno e tifoso".
Intanto sembra fatta per Amauri, "la migliore espressione dei nuovi attaccanti in Italia - sottolinea - a Palermo mi ha fatto due gol, ma l'anno prossimo, in una grande squadra, dovrà dimostrare di di essere anche un giocatore di livello internazionale. Mellberg? È uno che sa guidare la difesa, ha fisico e personalità. Abbiamo bisogno proprio di giocatori di questo tipo". Il numero 1 bianconero, che sembra aver risolto i fastidi alla schiena ("da 4 mesi gioco senza problemi grazie a un piano di recupero intelligente"), era tra i più scettici a inizio stagione "ma abbiamo fatto un ottimo lavoro d'equipe".
"Abbiamo trovato in Ranieri un allenatore di grande livello, uno staff all'altezza - continua Buffon - ma anche noi siamo stati bravi a compattarci e a trovare qualche stimolo in più nell'anno del ritorno in serie A. La somma di tutto ciò ci ha fatto fare una grande cavalcata". L'estremo difensore della Juve ammette anche che "Del Piero ha fatto il miglior campionato da quando sono qui" e di essere rimasto sorpreso da Chiellini ("tecnicamente ha fatto il salto di qualità"), Camoranesi ("quando è in campo vedi la luce") e Sissoko.
E se sulla permanenza di Nedved si dice fiducioso ("la finale che non ha potuto giocare a Manchester gli è rimasta lì, l'esca è la Champions"), per quanto riguarda gli Europei spera nella convocazione di Del Piero ("la sua stagione parla. Un allenatore sceglie nell'interesse della squadra, dunque indirettamente anche nel proprio: Donadoni saprà cosa fare") e riconosce che l'avversario più insidioso per gli azzurri potrebbe essere la Romania che "non è la squadra materasso ma la mina vagante: ha 4-5 giocatori di grande talento che ti possono nascondere la palla». Come campioni del mondo, però, gli azzurri si presentano da favoriti. "Sulla carta sì - sottolinea ancora Buffon - l'Europa è più piccola, quindi dovremmo dare tre gol a tutti. Ma sono passati due anni, ci siamo rinnovati, ci sono un altro allenatore e altri giocatori. E poi ripetersi è sempre dura".
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