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L'INTERVISTA

Fabio Capello: "Non è facile
essere il ct dell'Inghilterrra"

Intervista a 360 gradi nel botta e risposta organizzato dallo sponsor della nazionale inglese, la Nationwide Building Society. I tifosi inglesi sperano di vedere nel 2012 la nazionale al Mondiale ma Capello avverte: "Non posso fare miracoli"

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Fabio Capello Londra, 8 maggio 2008 - La sua avventura alla guida dei Tre Leoni e i prossimi Europei che vedranno l'Inghilterra al palo, il campionato inglese e il gioco violento passando per il tetto agli stranieri che vuole introdurre Blatter e il futuro di Beckham.

 

Fabio Capello risponde a 360 gradi nel botta e risposta organizzato dallo sponsor della nazionale inglese, la Nationwide Building Society. "Quello di ct dell'Inghilterra è l'incarico più difficile della mia carriera - ammette il tecnico di Pieris - Il fatto che i club dominino in Europa e la nazionale no è il problema che devo risolvere e che hanno avuto tutti i miei predecessori. Spero di riuscire a capire perchè le cose stanno così e trovare la soluzione, perchè se guardiamo alle prestazioni delle squadre inglesi in Champions allora, in questo momento, la Premier League è il miglior campionato del mondo".


E a proposito di campionato inglese,
che nel week-end arriverà alla conclusione, il ct dei Tre Leoni non si sbilancia su quello che è stato il miglior giocatore in questa stagione. "È una scelta difficile tra Cristiano Ronaldo e Torres anche se oltre a loro due inserirei un altro giocatore che ha avuto una stagione fantastica anche se ora è stanco e cioè Fabregas", aggiunge.

 

Ronaldo, Torres e Fabregas sono tra i protagonisti più attesi in Austria e Svizzera per Euro2008, torneo per il quale Capello indica quattro favorite. "La squadra che sulla carta ha i giocatori migliori è la Spagna - ha detto Capello - ma penso che siano in quattro a giocarsi il titolo e cioè la Francia, un'ottima squadra con giocatori solidi, la Germania, che non è mai tra le favorite ma che è sempre lì quando conta, e l'Italia, penso che siano tutte sullo stesso piano".

I tifosi sperano di vedere nel 2012 anche l'Inghilterra tra le protagoniste ma Capello avverte: "non posso fare miracoli, questi sono i giocatori che abbiamo e io posso solo convocare i giocatori che ci sono. Creare nuovi campioni è un processo lungo, ci vuole molto tempo e hai anche bisogno di talenti con cui cominciare. Non sarà un processo veloce".

Sulla possibilità che venga introdotto un tetto agli stranieri, come da tempo chiede Blatter, "non tocca a me decidere ma ovviamente più calciatori inglesi giocano nelle squadre di Premiership meglio è per me. Dall'altro lato, però, è anche un bene vedere ottimi giocatori inglesi che riescono a giocare nonostante il grande numero di stranieri, perchè significa che la qualità viene fuori".


Ma la qualità non basta a fare di un giocatore un possibile elemento dei Tre Leoni. "Credo che i giocatori fuori dal campo debbano comportarsi con dignità e normalità, senza fare cose che possono creare problemi o titoli da prima pagina - è il Capello pensiero - Di solito non mi faccio influenzare dal comportamento fuori dal campo ma se qualche giocatore la combina grossa e fa qualcosa fuori dall'ordinario devo tenerlo in considerazione".

Il ct dei Tre Leoni, che tiene anche alla correttezza dentro il campo ("quello che non mi piace sono le entrate imprudenti e il gioco pericoloso che può causare degli infortuni, e quello che mi piace ancora meno è la simulazione perchè si cerca deliberatamente di imbrogliare l'arbitro e anche i tifosi") ribadisce poi che l'avventura inglese chiuderà la sua carriera: "ho splendidi ricordi dei periodi vissuti alla Roma, alla Juve, al Milan, al Real Madrid. Ognuna di queste è stata una sfida per me e quella con l'Inghilterra sarà l'ultima".

Ma prima di chiudere c'è da riportare l'Inghilterra là dove merita di essere e Capello insiste sul fatto che anche nella sconfitta contro la Francia nell'ultima amichevole ci sono stati dei miglioramenti. "Ho incontrato il ct della Francia qualche giorno fa a Barcellona e abbiamo parlato della partita giocata lo scorso mese - racconta - Mi ha detto che abbiamo giocato molto bene nel primo tempo e sono d'accordo con lui ed è per questo che allora ho detto che abbiamo fatto un grande passo in avanti. Ovviamente nella ripresa ho voluto vedere anche altri elementi giocare una partita importante contro un avversario forte".

E in quella amichevole è tornato in nazionale anche Beckham. "Ha giocato perchè lo meritava, non per timbrare la 100esima presenza - spiega Capello - So quello che mi può dare e so quello che può dare all'Inghilterra. E se continua a fare quello che sta facendo, non vedo perchè non debba giocare".

 









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