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L'ADDIO AL PROFESSIONISMO

Manuel Rui Costa ringrazia
e interrompe lo show

A 36 anni, Manuel ha giocato nello stadio da Luz di Lisbona, davanti a 55mila spettatori, l'ultima partita della sua carriera. Il suo Benfica ha battuto per 3-0 il Vitoria Setubal. La lettera, firmata dall'a.d. Adriano Galliani, fatta pubblicare dal Milan sul quotidiano sportivo 'A Bola' ha profondamente commosso il lusitano

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Manuel Rui Costa Lisbona, 12 maggio 2008  - "Il mito e' quel nulla che e' tutto. Lo stesso sole che apre i cieli e' un mito brillante e muto. Il corpo morto di Dio, vivente e nudo". Scrive Pessoa del mito di Ulisse. Chissa' se nel giorno dell'addio al calcio giocato Manuel Rui Costa avra' pensato alle parole che il suo poeta preferito ha usato per parlare di Ulisse.

Ulisse, il re di Itaca, emblema dell'astuzia e dell'ingegno. E Manuel Rui Costa e' stato l'emblema dell'ingegno, lui che in dodici anni di Italia ha fatto del gioco al servizio della squadra il suo marchio di fabbrica. Portoghesi popolo di poeti e navigatori e, come ogni popolo latino, fatto di contraddizioni e malinconie.

Rui Costa arrivo' a Firenze nell'estate del 1994, 'regalino' che si volle fare il presidente Cecchi Gori da sistemare alle spalle del Re Leone Batistuta. Una regalino che all'epoca costo' la bellezza di undici miliardi di vecchie lire, non male per un ragazzo di 22 anni.

E se Batistuta ha segnato centosessantotto reti con la maglia viola chiedete all'argentino quante sono state su assist di Rui. Perche' a Firenze e' stato solo e semplicemente Rui. Un gentiluomo prestato al calcio. Lui che dall'alto della sua esperienza e della sua gentilezza disse, nonostante i trenta anni gia' passati, "Se non gioca Kaka', non so chi deve giocare", pur sapendo che il brasiliano gli avrebbe soffiato il posto nello scacchiere tattico del Milan.

Ieri Rui Costa, uomo innamorato della sua terra, delle sue tradizioni (mai fatta una vacanza lontano dal suo Portogallo quando il campionato in Italia si fermava), ha concluso la sua carriera con la maglia del Benfica.
 

La squadra che il fantasista ha amato da subito, fin da quando Eusebio lo porto' a soli nove anni nella scuola calcio. E squadra che lascio' solo per l'altro grande amore della sua vita, la Fiorentina. Rui Costa e' uomo di passioni, poteva vincere molto, ma alla fine ha lasciato la Fiorentina solo per i problemi economici dei viola ed ha accettato il Milan e li' si e' innamorato di nuovo.

Di una societa' che lo ha accontentato anche nell'ultimo desiderio: quello di chiudere la carriera con la maglia del Benfica, di cui ora diverra' dirigente. "Essermi ritirato davanti al mio pubblico- ha affermato Rui Costa- mi riempie d'orgoglio. Sono fiero della mia carriera, anche se per me e' un giorno molto triste'. Nell'ultima di campionato un assist alla sua maniera nel 3-0 del suo Benfica al Vitoria Setubal: dribbling a rientrare e passaggio millimetrico per la testa di un compagno. Poi, al momento del saluto, le lacrime, tante, di un uomo fatto di sentimenti forti.

Quei sentimenti che lo hanno portato ad essere idolo ovunque. E non stupisce che nel giorno del suo addio Adriano Galliani gli scriva:

"Caro Rui, l'ultima partita da calciatore professionista porta con se' emozioni forti e contrastanti. La gioia di poter giocare davanti a tifosi che ti amano, di avere tra loro i tuoi familiari e tanti amici si contrappone al naturale velo di tristezza che accompagna il pensiero di una grande carriera che sta per finire. Sappiamo che non lascerai il mondo del calcio e che il mondo del calcio potra' ancora contare su un grandissimo uomo, un campione che abbiamo avuto l'onore di conoscere e avere a Milanello per cinque meravigliosi anni. Qui sei diventato uno di noi, uno della grande famiglia rossonera: perche' tu, caro Rui, sei come il Milan, leale e appassionato, generoso e caparbio, imprevedibile e innamorato di questo meraviglioso sport. Sei tornato in Portogallo per una scelta di vita, ma non ci siamo mai allontanati da te e non lo siamo nemmeno in questa speciale serata. Perche' per noi non sei solamente un nome e un numero sulla maglia: sei anche e soprattutto il Rui che ha lasciato il Milan, Milano e l'Italia regalandoci indelebili ricordi.

Caro Rui, e' impossibile dimenticarti. Per questo oggi il nostro pensiero va a te, protagonista unico della tua ultima rappresentazione sul palcoscenico del calcio giocato".

Un addio salutato anche da un comunicato sul sito della Fiorentina. A Firenze Rui ha lasciato il piu' grande ricordo e ha ancora una casa. Il portoghese lascia con 239 presenze e 40 gol con la Fiorentina, 169 presenze e 7 gol con il Milan, nella sua esperienza italiana, oltre a 94 presenze e 26 gol con la maglia del Portogallo. Nel suo palmares una Coppa di Portogallo e un campionato portoghese col Benfica, tre Coppe Italia (due con la Fiorentina, una con il Milan), due Supercoppe italiane (una con i viola, una con i rossoneri), uno scudetto, una Supercoppa Uefa e un Champions League col Milan, oltre che un Mondiale Under 20 e un finale europea con il Portogallo in casa, nel 2004. Poco per un giocatore della sua caratura, ma la maggior parte delle vittorie Rui le ha collezionate nei cuori che ha conquistato. E ieri la Fiesole ha intonato il suo nome. Queste sono le vittorie di Rui Costa.

 









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