Nella finale di Manchester il club russo si è imposto per 2-0 sui Rangers Glasgow. La formazione guidata da Dick Advocaat sblocca al 72' con Denisov che che entra in area e supera Alexander. Lo Zenit raddoppia al 94' con Zyrianov, che da due passi fa centro
Manchester (Inghilterra), 14 maggio 2008. - Niente blasone, ne' anticaglie. Niente Bayern o Fiorentina. Niente "anticalcio" scozzese. La Coppa Uefa e' dello Zenit San Pietroburgo. 2-0 ai Rangers in finale e primo trofeo internazionale della sua storia.
I campioni dell'Europa minore a sorpresa bucano anche il muro della squadra di plastica che aveva eliminato la Fiorentina in semifinale. Dopo 2 anni di Siviglia, l'albo d'oro della Coppa Uefa si aggiorna con una nuova ricca del calcio russo, proprieta' della Gazprom, colosso del gas. Portata al trionfo scientificamente da Advocaat, ex ct della nazionale olandese, ma soprattuto ex degli stessi Rangers. Che lasciano cosi' per strada la possibilita' di un incredibile poker stagionale (vinta la coppa di Lega, restano in corsa ancora per il campionato e la coppa di Scozia).
Lo Zenit si prende il trofeo e sconfessa il postulato dei Rangers: distruggendo e basta si arriva magari in finale, ma poi vince chi segna. Il tiro di Arshavin sull'esterno della rete, dopo soli 4 minuti e' gia' uno scherzo. La partita diventa seria subito: il copione e' gia' scritto. Rangers in difesa, Zenit vanamente propositivo. Il conto dei tiri in porta nel primo tempo si ferma a due, volendo considerare quello di Zyrianov al 28'. Ma emozioni zero. Si spengono tutte nella tonnara messa su dagli scozzesi a centrocampo. Ne esce un match asfissiato, con un tema sempre uguale che potrebbe durare quasi in eterno. Certo la squadra di Advocaat, che pure ne ha fatti quattro al Bayern Monaco nella semifinale di ritorno, ci crede.
Anche se gli manca il bomber, Pogrebnyak (10 gol come Toni, squalificato). Poi va a sbattere una, due, tre volte sul muro dei Rangers. E viene fuori il dubbio: se non c'e' riuscita la Fiorentina in 210 minuti... La squadra di Smith poi ha un vizio nascosto, tutta la partita a tenere botta e poi zitta zitta si ritrova di colpo davanti alla porta avversaria. La prima volta Wittaker si smarca bene di testa, ma colpisce alto e senza forza.
La seconda, dopo 8 minuti nella ripresa, con Darcheville che ci prova in diagonale, ma Malafeev e la difesa russa in carambola riescono a salvare la porta. Lampi silenziosi, che nascono dal nulla di una manovra senza coraggio, lenta e sempre pronta all'ennesimo retropassaggio. Eppure quanto spingono i tifosi scozzesi, che a Manchester sono quasi a casa loro. E allora e' lo Zenit che deve cedere un po' l'iniziativa, con la difesa che ancora si salva su Wittaker al 18'.
Meno male che Papac, sul capovolgimento di fronte, copre la porta lasciata sguarnita da un'uscita avventata di Alexander, altrimenti lo Zenit andrebbe in vantaggio nel momento migliore degli avversari. E ci va solo pochi minuti dopo: al 27' grande scambio in velocita' tra Denisov e Arshavin, chiusura del triangolo in profondita' e 1-0. Rangers colpiti. E messi in condizione di dover attaccare. Utopia, tenuta in piedi da Zyrianov, che a colpo sicuro colpisce il palo. Smith mette dentro Novo e McCulloch, per appuntire la squadra. E Novo al 1' di recupero si ritrova sui piedi dopo una mischia il pallone dei supplementari. Altissimo. E' finita davvero. E il timbro, sul fischio finale, ce lo mette Zyrianov servito davanti alla porta ancora da Arshavin. Due a zero. Lo Zenit e' campione dell'Europa minore.
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