Il velista milanese ha percorso in solitario le quasi 3.000 miglia da Plymouth fino a Marblehead in 16 giorni 22 ore e 11 minuti, vicendo la categoria Class 40. Giovanni ha tagliato la linea del traguardo alle 13.11 ora italiana, le 7.11 negli Stati Uniti
Marblehead, 28 maggio 2008 - Alle 13 e 11 italiane (le 11 e 11 Universal Time Coordinated) Giovanni Soldini sulla barca "Telecom Italia" ha tagliato il traguardo a Marblehead, vicino a Boston negli Usa, vincendo l'Artemis Transat, leggendaria regata in solitario partita da Plymouth nel Regno Unito l'11 maggio.
Per completare il percorso di poco meno di 3.000 miglia il velista ha impiegato 16 giorni, 22 ore, 11 minuti e 27 secondi. Nell'ultima telefonata al comitato di regata, questa mattina, ha detto: "E' stata una notte impegnativa, con molto traffico di navi sulla rotta. Sono molto felice, è stata una bella gara. Ho navigato bene facendo qualche errore, ma va bene così. Vi avevo detto - ha concluso - che quel tipo su 'Beluga' sarebbe stato un osso duro!".
Si riferisce al tedesco Boris Herrmann, su "Beluga" appunto, che è stato il più strenuo inseguitore dell'italiano ma è finito secondo.
E' stata una regata condotta in modo esemplare: partito ultimo dalla lattiginosa bonaccia di Plymouth nel Regno Unito ha scelto la rotta più a Nord di tutti, andando a cercare il vento migliore. Che, alla fine, lo ha trasportato per primo fino agli Stati Uniti mentre gli altri sono stati tutta la regata, per la precisione da Lizard Point in poi, ad inseguire senza mai arrivare a meno di 40 miglia dall'italiano. La cui navigazione non è stata semplice, più per il vento debole e ballerino che per le tempeste.
Lo skipper si è destreggiato magistralmente tra "bolle d'alta pressione", forti correnti contrarie, accelerazioni improvvise della furia del mare. Il che ha significato lunghe notti insonni a bordeggiare e cambiare vele, o lunghe sedute al tavolo da carteggio, ormai una consolle computerizzata, mentre "Telecom Italia" saltava sulle onde dell'oceano e in cabina c'era un frastuono indescrivibile, come stare nella cassa di una gigantesca chitarra sballottata.
Non sono mancate le piccole avarie, con gli strumenti del vento saltati che hanno costretto Soldini a navigare "a naso" e qualche altra rottura minore. In questa competizione è peraltro vietato il "routage", cioè, le indicazioni di rotta che arrivano via satellitare dal team a terra. Quindi il merito è tutto di Soldini, non un conducente radiocomandato ma uno skipper vero.
Questa transat ha confermato lo stato di grazia del più noto e amato dei velisti italiani, già reduce dalla vittoria della Le Havre-Bahia con Pietro d'Alì. Ormai Soldini ha scalzato la leadership dei francesi proprio nella loro specialità, la "course au large", compiendo una bella impresa italiana che, nel suo piccolo, può far bene all'immagine offuscata di questo Paese all'estero.
Era forse una premonizione, Soldini alla vigilia della partenza dal porto britannico raccontava: "Ogni tanto mi torna in mente la canzone di Paolo Conte, quella dei francesi che si incazzano".
Il successo dello skipper, inoltre, può dare una nuova spinta di popolarità a questa specialità della vela, che un tempo era considerata poco spettacolare in quanto esistevano sul piano mediatico soltanto la partenza e l'arrivo. Oggi non è più così in quanto i navigatori sono "connected". Soldini dalla barca ha prodotto e spedito video, risposto alle email degli appassionati, il tutto via satellite, che ne hanno seguito le gesta sul frequentatissimo sito "Soldini.it".
Ormai la course au large, grazie alla tecnologia, è un vero e proprio spettacolo, decisamente più appassionante di altri tipi di regate. Un grazie dello skipper andrà sicuramente a colui che in quest'impresa è stato come "M" per James Bond: Domenico Faenza di Telecom, il fornitore e colui che ha messo a punto le meraviglie tecnologiche che hanno contribuito alla vittoria e alla visibilità, in senso letterale, dell'impresa. "Non so come farei senza di lui - aveva confidato Soldini prima della partenza - è un genio, ogni volta che ho un problema con i satelliti lo chiamo e risolve tutto".
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