Dopo l'esonero 'per giusta causa', il mister chiedera' i danni alla società nerazzurra. E la battaglia legale si preannuncia lunga
Milano, 30 maggio 2008 - È guerra su ogni fronte. Roberto Mancini e l'Inter si daranno battaglia in tribunale, chiudendo nel più brutto dei modi un'esperienza durata quattro anni e ricca di successi.
Non si è fatta attendere la risposta dell'ormai ex tecnico nerazzurro, esonerato ufficialmente ieri con un comunicato apparso sul sito dell'Inter che preannunciava venti di guerra facendo riferimento alle dichiarazioni post-Liverpool e alle intercettazioni telefoniche emerse recentemente con due pregiudicati ma penalmente irrilevanti ("vicende che hanno gravemente offeso il mio onore e la mia reputazione, la cui illecita diffusione è stata censurata con plurime querele davanti alle competenti procure", le definisce Mancini): «ho dato incarico al mio legale di fiducia di tutelare la mia immagine in tutte le sedi competenti, stigmatizzando il comportamento della società datrice di lavoro nella parte in cui ha inteso abusare di vicende false e illecite», questa la nota attraverso la quale l'allenatore jesino ha replicato all'Inter, dando il via "ufficiale" a quella che sarà una lunga battaglia legale.
Davvero una brutta fine: un divorzio brusco a conclusione di un matrimonio desiderato a lungo e conclusosi male. Malissimo. Senza neanche un grazie al tecnico dei sette trofei in quattro stagioni. "Beh, magari è stata una distrazione dell'ufficio stampa", prova a sdrammatizzare il procuratore e amico di Mancini, Giorgio De Giorgis. Tentativo probabilmente vano, perchè la tensione tra le parti è alle stelle.
De Giorgis ha poi rivelato di aver sentito il vicepresidente del club nerazzurro, Rinaldo Ghelfi. "Con lui gli incontri si sono sempre conclusi bene - ha dichiarato a Sky -, Ghelfi è molto simpatico, divertente e intelligente, non ho idea di cosa potrà succedere e non ci sono neanche tanti commenti da fare". Altri commenti non ne farà, almeno per un po', Mancini.
Per lui saranno gli avvocati a parlare, ma a differenza di quanto fatto dalla società nerazzurra Mancini conclude la nota con un colpo di classe: "Come allenatore ringrazio il presidente Massimo Moratti, Gabriele Oriali e tutto lo staff che mi ha sostenuto, la squadra e soprattutto tutti i tifosi nerazzurri che mi hanno accompagnato per quattro anni di grandi successi e indimenticabili emozioni e per la stima e gratitudine che continuano a manifestarmi".
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