Antonio Pettigrew, con lui nella selezione olimpica statunitense, nel corso di un processo ha ammesso di essersi dopato dal 1997 al 2001. "So che questa medaglia non e' stata vinta in modo corretta e che e' sporca- ha detto l'ex atleta 40enne -. La restituiro' perche' non la voglio. Mi sento ingannato e tradito"
Londra, 3 giugno 2008 - Michael Johnson restituira' la medaglia d'oro della staffetta 4x400 conquistata ai Giochi di Sydney 2000 con Antonio Pettigrew, che nel corso del processo a Trevor Graham ha ammesso di essersi dopato dal 1997 al 2001.
"So che questa medaglia non e' stata vinta in modo corretta e che e' sporca- ha detto al quotidiano britannico Daily Telegraph l'ex atleta statunitense, 40 anni, cinque ori olimpici e tutt'ora primatista del mondo sui 200, sui 400 e nella 4x400-. La restituiro' perche' non la voglio. Mi sento ingannato e tradito".
"Ho tolto quell'oro dal posto dove ho sempre tenuto le mie medaglie perche' non sta bene li' e non mi appartiene".
"La notizia che Antonio stava per testimoniare di aver preso sostanze dopanti- ha detto Johnson- mi ha colpito come non era successo prima con alcuna storia di doping. Avendo sentito notizie negli anni scorsi di molti altri atleti che hanno imbrogliato, ero arrivato al punto di non farmi piu' impressionare. Ma questa volta e' diverso, lo consideravo un amico. Per quanto riguarda la medaglia che avevo vinto con Antonio, Alvin (Harrison, ndr) e Calvin (Harrison, ndr), che sono stati tutti trovati positivi o hanno confessato dopo allora, sono sicuro che ci chiederanno di restituirla".
Anche Jim Scherr, direttore esecutivo dell'Usoc, il Comitato olimpico statunitense, ha chiesto che i componenti della staffetta riconsegnino al Cio quella medaglia.
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