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L'INTERVISTA

Secco: "Mi sento un miracolato
Ma adesso mi concentro sulla Juve"

Il direttore sportivo dei bianconeri racconta il suo terribile incidente con la moto. "A quest’ora potevo star seduto su una carrozzina, e invece sono già tornato al lavoro... ".

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Il ds della Juventus Alessio Secco Milano, 7 giugno 2008 - «SONO UN MIRACOLATO, me la sono vista davvero brutta. A quest’ora potevo star seduto su una carrozzina, e invece sono già tornato al lavoro...». Cinque settimane dopo quel tremendo volo in cui ha rischiato la paralisi, salvato da un immediato e delicato intervento chirurgico in piena notte, Alessio Secco si emoziona ancora quando nella sua mente riavvolge il nastro di quella sera maledetta e il ricordo di quei brutti momenti sembra un incubo ricorrente. Un salto per essere disarcionato dalla moto, l’atterraggio su un terreno sgangherato di un campo da cross, la caduta violenta e l’impatto col tremendo. E poi un crack strozzato in mezzo alla schiena.

 

IL 19 MAGGIO scorso, dopo 8 giorni di ricovero in ospedale e altrettanti di degenza fra le mura domestiche, Alessio è tornato al lavoro. Con il collo immobilizzato, ma con l’entusiasmo di sempre. Come se fosse al primo giorno di scuola, e non al terzo anno di mandato. «Anche se adesso molte cose sono cambiate, anche la scaletta dei valori è stata rivista. Che bello pensare di poter ancora abbracciare io miei bambini dopo aver rischiato tanto, che bello pensare di poter passeggiare con la mia famiglia...».

 

Tutti hanno un angelo custode...

 

«Evidentemente è così, c’è stato qualcuno che ha voluto mettere la sua mano sulla mia testa e si è voluto prendere cura di me. E infatti appena sono uscito dall’ospedale ho acceso un cero alla Madonna».

 

Il flash di quella serata che non dimenticherà mai...

 

«Un colpo di acceleratore sbagliato, una gran botta, e quei lunghissimi quindici secondi dopo l’impatto, in cui non sentii più le gambe ed ebbi una paura indescrivibile. Rividi il film della mia vita con un brutto epilogo. E poi quando entrai in sala operatoria, mi dissero che avevo 8-10% di possibilità di restare paralizzato dopo l’intervento, e per questo il medico mi chiese il consenso. Per fortuna andò tutto bene».

 

Come è stato tornare al lavoro?

 

«Quando si sta una settimana in ospedale in quelle condizioni, l’ultimo pensiero che ti passa per la testa è di tornare in ufficio: mi dicevo che avrei dovuto pensare solo a me stesso. Poi, una volta tornato a casa, accesi il cellulare e trovai decine di sms che mi incoraggiavano, cominciai a vedere e sentire i colleghi, si davano tutti un gran da fare per sostituirmi e allora mi imposi di accelerare il recupero. e così mi è tornata pure la voglia di lavorare. Il primo giorno avrei dovuto lavorare per un paio d'ore, rimasi sette ore in ufficio».

 

E’ tornato ad essere autonomo?

 

«Diciamo di sì, anche se al momento non posso guidare e c’è chi mi porta avanti e indietro. Ma fra un paio di settimane toglierò il busto...».

 

Intanto bravo è stato Blanc a portare avanti la trattativa per Amauri...

 

«Bravo lui con l’aiuto di chi quotidianamente lavora al mio fianco, come Gianello, Ferrara e Rampulla, bravi tutti a non perdere l’attimo migliore per chiudere».

 

E’ rientrato in tempo per chiudere l’operazione Xabi, la più complicata...

 

«Veramente sono rientrato in tempo per chiudere anche la trattativa per Amauri (sorride)... Per quel che riguarda lo spagnolo non è chiuso nulla, ma siamo a buon punto avendo ricevuto il consenso del giocatore. E comunque il discorso sul centrocampista non si limita a Xabi Alonso, dovremo spendere sì, ma con giudizio...»

 

Poi dovrà lavorare per trattenere Trezeguet e Iaquinta...

 

«Per David è la solita telenovela estiva. Attorno ai grandi c’è sempre interesse ma lui ha rinnovato lo scorso anno...E poi il nostro obiettivo è rafforzarci, non indebolirci. Con Del Piero, Trezeguet, Iaquinta e Amauri siamo messi bene».

 

Giovani talenti: voi non avete bisogno di comprare, avete Giovinco..

 

«E non solo. Marchisio e De Ceglie sono importanti, e colgo l’occasione per ringraziare Nocerino per la sua grande professionalità».

 

Però se ci fosse l’opportunità con Aquilani...

 

«Non parliamo dei singoli, diciamo che è una delle alternative a Xabi Alonso».

 

Seguirete con attenzione Cassano oppure fa parte dei progetti passati?

 

«Antonio non ha bisogno di essere seguito, mica si scopre ora. Per questa stagione siamo a posto, in futuro si vedrà».

 

Si sussurra che dal primo luglio potrebbero esserci grandi novità alla Juve, magari il ritorno di Lippi...

 

«Per ora l’unica novità importante è che da quella data entrerà ufficialmente in servizio Renzo Castagnini, il nuovo responsabile degli osservatori».

 

Quanto le ha dato fastidio nei mesi scorsi aver sentito dire che il mercato della Juve continuava a farlo Moggi?

 

«E’ una cosa vecchia di due anni. Dico solo che mi ha dato fastidio leggere ogni giorno interessamenti della Juve per un nuovo direttore sportivo, e che Secco era in bilico. Ma non è arrivato nessuno».

 

Però la sua amicizia con l’ex dg bianconero ha creato imbarazzo fra i vertici. Lei si è mai sentito in discussione?

 

«Non c’è serenità quando si parla di queste cose. Ed io preferisco non parlarne più».

di Giulio Mola










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