Il vincitore del Tour de France 2006 era risultato positivo al testosterone sintetico in un controllo effettuato dopo la decisiva tappa alpina di Morzine. Landis si era rivolto al Tas contestando la condanna a due anni
Losanna, 30 giugno 2008 - Il Tas, Tribunale dell'arbitrato sportivo, ha confermato la squalifica di due anni inflitta al ciclista statunitense Floyd Landis. Il vincitore del Tour de France 2006 era risultato positivo al testosterone sintetico in un controllo effettuato dopo la decisiva tappa alpina di Morzine.
Landis si era rivolto al Tas contestando la condanna a due anni di squalifica decisa nel settembre dello scorso anno da una commissione di arbitrato, che in aggiunta aveva revocato il successo ottenuto nel Tour de France, consegnandolo di fatto allo spagnolo Oscar Pereiro Sio. Il Tour de France, inoltre, aveva rimosso il nome di Landis dall'albo d'oro prima della sentenza di condanna.
Landis - condannato anche a risarcire 100mila dollari di spese legali all'agenzia statunitense antidoping - era risultato positivo al testosterone sintetico in occasione di un controllo effettuato nel Tour de France del 2006 dopo la decisiva tappa alpina di Morzine, la diciassettesima. La positività dell'ex ciclista del team Phonak, annunciata a podio consumato, aveva dato il via ad una lunga battaglia legale avviata dal protagonista della vicenda.
Landis in particolare aveva contestato l'esito delle analisi condotte dal laboratorio francese di Chatenay-Malabry, denunciando l'inattendibilità dei controlli per errori e carenze procedurali da parte del personale addetto al lavoro sui campioni. Il Tas ha raggiunto il verdetto odierno sulla base delle 35 ore di deposizioni rese da 24 testimoni in uno studio legale di Manhattan, a New York. Landis, originario della Pennsylvania, si era rivolto al massimo organo internazionale in materia di giustizia sportiva contestando la condanna a due anni di squalifica decisa nel settembre dello scorso anno da una commissione di arbitrato, che aveva revocato il successo ottenuto nel Tour de France facendo dello spagnolo Pereiro Sio il vincitore dell'edizione 2006 della Grande Boucle. Il Tour de France aveva rimosso il nome di Landis dall'albo d'oro prima di questa sentenza di condanna. Il giudizio del Tas è inappellabile.
Il Tas, sottolineando i toni duri usati in gran parte delle deposizioni rese da Landis, ha confermato il parere espresso dall'Usada in merito alle audizioni dei testimoni portati dal ciclista: "Hanno superato il limite", recita la sentenza, "agendo essenzialmente come avvocati per la causa dell'appellante e non come scienziati chiamati ad assistere questa commissione con oggettività nella ricerca della verità".
Il verdetto odierno mette fine ad uno dei casi giudiziari più onerosi e bizzarri nella storia del doping. Nel corso delle varie udienze i confini dello sport sono stati varcati in occasione della testimonianza di Greg LeMond, ex vincitore del Tour de France. LeMond rivelò in aula di avere subito un ricatto dal manager di Landis, che in sostanza arrivò a minacciare di rendere pubbliche le molestie sessuali subite da bambino dallo stesso LeMond e confidate in passato proprio all'ex corridore della Phonak. In cambio del silenzio il manager chiese all'ex campione americano di non testimoniare. Un autogol doppio, visto che LeMond si presentò in aula e dopo avere denunciato pubblicamente il ricatto disse che Landis gli confidò di avere fatto uso di doping.
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