Il morso del cobra. Appena la strada del Tour inizia a salire ecco Riccardo Riccò che stacca lo spagnolo Valverde e l'australiano Evans e conquista la sesta tappa (Aigurande-Super Besse, 195 Km). Dopo il secondo posto al Giro d'Italia (due tappe vinte nella corsa che ha incoronato Contador), condito dal successo nella speciale classifica dei giovani (maglia bianca), il 24enne di Formigine (Mo) arriva in Francia libero da pressioni e con una voglia matta di stupire.
“Volevo vincere una tappa – dice il 'cobra' Riccò, ma ora non mi fermo”. Il corridore della Saunier Duval Prodir, squadra che gli ha aperto le porte del professionismo nel 2006 e con la quale ha un contratto sino al 2010, è considerato la mina vagante di questo Tour. Una mina che già potrebbe esplodere nelle prossime tappe d'alta quota, in programma domenica e lunedì. Nella passata edizione della Grande Boucle, il modenese si classificò tra i primi cento, ma quest'anno le prospettive sono ben diverse. Già prima di diventare professionista, le soddisfazioni per Riccardo non sono mancate.
Nel 2001 vestiva la maglia tricolore di ciclocross e nel 2004 si laureava campione italiano di ciclismo su strada Under23. L'anno scorso, alla sua prima partecipazione, ha conquistato la sesta piazza al Giro d'Italia, vincendo anche una tappa. E sfiorando il successo al Giro di Lombardia (2°). E pensare che Riccò, sino all'età di tredici anni, era considerato una promessa del karate, piuttosto che del nuoto. Ma, consigliato dal papà e dal nonno Alfredo, scelse i pedali. Il cobra ha tutte le caratteristiche del campione, anche quando scende dal sellino: coraggioso e un po' bizzarro.
Da buon modenese qual'è ascolta la musica di Vasco, Ligabue e Zucchero. E l'esperienza del ciclo cross, oltre ad aiutarlo negli sprint, gli ha lasciato in dote anche l'amore. Che si chiama Vania Rossi, la sua fidanzata, anche lei campionessa di ciclocross. Non fa pretattica, Riccardo Riccò. Tanto da annunciare le sue fughe prima della tappa. Come ha fatto prima della sesta fatica del Tour. "Arriviamo io e Valverde e poi lo batto". E adesso, si attendono le profezie per l'Hautacam o sull'Alpe d'Huez. E chissà, magari anche per la gara olimpica di Pechino...
di Vincenzo La Camera
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