E' opinione dell'attaccante camerunense del Barcellona che l'apertura nei confronti dei media gioverebbe ai club europei. Differenze evidenti tra gli sport americani e il calcio europeo
New York, 14 luglio 2008 - Una maggiore apertura nei confronti dei media gioverebbe ai club europei. E' l'opinione dell'attaccante camerunense del Barcellona Samuel Eto'o, che in un'intervista all'Associated Press si è soffermato sulle differenze nell'accessibilità ai giocatori tra gli sport americani e il calcio europeo.
"Il problema è che non si hanno informazioni di prima mano, perché non c'è il permesso di ottenerle", ha detto Eto'o. "Sarebbe una buona idea portare in Europa i sistemi che si hanno negli Stati Uniti in termini di accesso ai giornalisti negli spogliatoi".
Il rapporto tra l'attaccante e i media non è stato sempre facile. Proprio lo scorso mese, Eto'o è apparso in un programma televisivo camerunense per scusarsi con un giornalista radiofonico che aveva colpito con una testata. Il tutto perché il malcapitato, Philippe Boney, si lamentava con alcuni colleghi per non aver potuto assistere all'allenamento della nazionale prima di una partita di qualificazione ai prossimi Mondiali.
Secondo Eto'o, la copertura mediatica dello sport è sempre di più legata agli affari: "Oggi i soldi hanno la prevalenza su tutto, e l'unica cosa che conta è vendere. La cosa positiva è che non si vende ancora tanto".
Gli spogliatoi, intanto, rimangono chiusi ai giornalisti, che devono accontentarsi di "braccare" i giocatori, se questi accettano, nell'apposita zona-mista. Tutto il contrario di quello che avviene negli States: nella Major League Baseball, ad esempio, gli spogliatoi sono completamente aperti ai cronisti due ore prima della partita e fino a un'ora dopo la conclusione del match. "Questa è una cosa che si dovrebbe imitare, ma in Europa sembra inconcepibile", ha osservato Eto'o.
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