Bologna, 14 luglio 2008 - Categoria: Oscar alla carriera. Palcoscenico: Hautacam, Pirenei, Francia. Lì dove le montagne infilzano il cielo. Lì dove il vincitore, Leonardo Piepoli, ha scoperto il suo "settimo cielo". Prima vittoria al Tour a 37 anni meno 77 giorni: li festeggerà il 29 settembre, come Felice Gimondi, il penultimo italiano a vincere la Grand Boucle, nel 1965. Dopo di lui soltanto Marco Pantani, quel "Pirata" cui è stato paragonato nei giorni scorsi Riccardo Riccò, il "Cobra", il capitano di Piepoli, che gli aveva pronosticato il successo all'arrivo di Hautacam.
Leonardo Piepoli è l'umiltà al potere, l'ex promessa che, abbandonati i sogni da capitano dopo una serie di infortuni, ha trovato le sue migliori gesta da gregario. Non solo ricamando corone d'alloro per i suoi capitani, come quando ha scortato al trionfo Simoni sullo Zoncolan e Riccò sulle Tre Cime di Lavaredo, nel Giro d'Italia 2007. Ma anche rispolverando in proprio le sue doti di scalatore, per aggiudicarsi una tappa (Alto de Aitana, Cerler alla Vuelta di Spagna, Passo Furcia, La Thuile e Santuario Nostra Signora della Guardia al Giro d'Italia) o per conquistare il simbolo del primato, come la maglia verde di "signore della montagna" al Giro 2007.
Leonardo Piepoli è detto il “Trullo volante”, per le sue origini di Alberobello abbinate alla capacità di mettere le ali, quando la strada comincia a salire. Origini pugliesi, Piepoli è però nato a La Chaux-de-Fonds, cittadina della Svizzera romanda, la seconda più alta dello Stato alpino, famosa per il suo museo internazionale dell'orologeria. Chissà, se magari fosse stato un campione nelle gare contro il tempo, l'avrebbero ribattezzato il “Cronografo di La Chaux-de-Fonds”.
Leonardo Piepoli è l'angelo custode di quel diavolo d'un Riccò, il fido scudiero che il Cobra ha rimpianto – e parecchio – nella parte finale del Giro d'Italia 2008. Le cadute nelle tappe di Cesena e della Marmolada, i dolori al costato sono stati più forti di lui. Lasciti di un passato sfortunato che, però, Piepoli è riuscito a castigare definitivamente. L'ha castigato scattando come sa fare lui, galoppando in salita verso Hautacam, assieme al compagno Cobo, più forte dei fratelli Schleck, di Evans, di Kirchen, di Menchov e con la benedizione del suo capitano, che ne ha approfittato per rifiatare dopo le imprese di Super-Besse e Bagnères-de-Bigorre. Galoppando sin lassù. Dove le montagne infilzano il cielo. E dove Piepoli ha finalmente scoperto il suo settimo cielo.
Antonino Palumbo
Ma come fanno i piloti a concentrarsi con le umbrella girls prima della partenza? - GUARDA -