Il tecnico lusitano apre il ritiro dei campioni d'Italia: "Un vincente non è mai stanco di vincere. Per me conta il buon senso: non accetto ritardi". Ibra: "Voglio la Champions". Adriano: "Felice di tornare e spero di restare"
Appiano Gentile (Como), 16 luglio 2008 - A Milano e' la giornata del calcio. Mentre a Milanello tutti aspettano Ronaldinho, alla Pinetina alle 9 di stamani si e' radunata l'Inter.
"Un vincente non è mai stanco di vincere, io non voglio perdere mai. Questo è un gruppo che vuole lavorare: farlo con me è facile e difficile. È facile perchè tutto è chiaro e organizzato. È difficile se non si hanno le mie caratteristiche: passione, volontà, rispetto".
Si alza il sipario sull'Inter di Josè Mourinho. L'allenatore portoghese apre il ritiro dei campioni d'Italia, che oggi si sono radunati a Appiano Gentile per aprire la stagione 2008-2009. "La mia filosofia di vita coincide con quella che seguo in panchina", dice il lusitano.
"Per me conta il buon senso: se io arrivo prima che cominci l'allenamento, non posso accettare che un giocatore arrivi in ritardo", dice soffermandosi sull'argomento disciplina. "È importante che il lavoro inizi alle 10 se quello è l'orario fissato: io non aspetto nessuno. Se ci sono 14 giocatori, io lavoro con quelli", dice definendo "uno scherzo" le multe per "giocatori da milioni".
"Oggi sono arrivato prima di tutti. Ho parlato poco e ascoltato molto: ho visto che c'è molta voglia di tornare a lavorare e questo è positivo. Abbiamo parlato 25 minuti, abbiamo discusso in generale di tattica, di lavoro, di regole. Tutto con molta tranquillità, ho sensazione positive", spiega.
Il tecnico è il primo a voler scendere in campo: "Domattina sarò ancora più felice. L'essenza del mio lavoro è allenare, ma mi piace di più giocare le partite".
Mourinho dovrà gestire una rosa molto ricca. Al momento c'è abbondanza soprattutto nel reparto offensivo. "Troppi 6 attaccanti? Meglio troppi che nessuno", dice. "È un problema per loro, eventualmente.
Nessuno qui è un bidone, ci sono giocatori di qualità. Poi, il mercato è aperto fino al 31 agosto. Partiamo con 29 giocatori, ma 5 sono infortunati. Quando questi torneranno a disposizione, penseremo alla situazione: io voglio lavorare in modo organizzato, un gruppo di 22 giocatori è quello che mi piace. Non dirigo partitelle di 14 contro 14".
"È un peccato non avere tutti a disposizione", confessa. L'assenza di qualche big per ora è una chance per gli elementi della Primavera che il tecnico chiama "bambini". "Mi piace avere 2 opzioni per ogni ruolo: chi è la prima scelta, deve lavorare per rimanere tale. Chi è la seconda, deve lavorare per diventare la prima. Questa guerra, diciamo così, mi piace molto".
Le regole sono chiare e chi non le rispetta resta fuori. "Chi non arriva puntuale agli allenamenti? "A casa. E domenica a casa", dice preannunciando l'esclusione degli eventuali ritardatari. I messaggi non si prestano ad intepretazioni ambigue: "Adriano? Ha avuto un periodo difficile, se non ha motivazioni ora... Le parole sono positive: è felice, vuole lavorare. Ma io voglio più delle parole: domani, dopo il primo allenamento, voglio che sia veramente stanco per aver lavorato al massimo delle sue possibilità".
Capitolo tattica. "Quando parlo di 4-3-3, parlo di un modulo con 3 attaccanti. Le caratteristiche degli attaccanti possono variare, ma la sfida è comunque quella di difendere con 3 centrocampisti e 4 difensori. Giocare con 3 elementi offensivi non sarà un problema", promette. "In Inghilterra, quasi tutti i record sono del Chelsea 2004-2007: vittorie in trasferta, vittorie consecutive, numero di gol", afferma quando si parla della sua avventura sulla panchina della squadra londinese.
Mourinho respinge ogni accostamento all'Inter di Roberto Mancini. "Mancini è nella storia dell'Inter. Io, invece, no. A me magari non piace l'Inter di Mancini come a lui non piace la mia, sarebbe normale. Una squadra deve avere un'identità, in Champions si incontrano avversari con caratteristiche diverse. È importante quindi che la nostra struttura possa adattarsi a rivali di ogni tipo".
'Muro' anche quando si ipotizzano paragoni con Helenio Herrera. "HH è stato un uomo speciale per l'Inter, in questo momento io sono nella storia del Porto e del Chelsea. Per l'Inter non ho fatto niente, non ho vinto nemmeno una partita".
Non ci sono preoccupazioni particolari per le condizioni di Zlatan Ibrahimovic. Il centravanti svedese sta recuperando dal problema al tendine rotuleo del ginocchio. "Nella prima fase del ritiro lavorerà con lo staff medico", dice il tecnico.
Mourinho evidenzia l'importanza dello staff che lo assisterà nell'avventura nerazzurra: "L'allenatore in seconda è un uomo di casa, sono felice che la scelta sia caduta su Beppe Baresi". Rui Faria è il preparatore atletico: "Ma è riduttivo definirlo così. E' il braccio destro".
L'allenatore dei portieri è Silvino: "Era un bravo portiere, ma come tecnico è meglio". Per presentare l'assistente Andre Villas Boas bastano poche parole: "È uno che lavora 15 ore al giorno". "Il mio staff non si esaurisce qui: comprende tutti quelli che lavorano nello staff medico, tutti quelli che lavorano nel club. Oggi un allenatore deve svolgere un lavoro diverso rispetto a 20 anni fa: oggi un tecnico è un gestore di risorse umane".
Infine, una battuta sui rapporti con la stampa: "Non mi piacciono le bugie, ma sono un uomo del XXI secolo e so che qualche volta una bugia fa vendere più di una verità".
QUESTIONE LAMPARD
"Ho bisogno di un altro centrocampista, la società lo sa e l'ho detto anche ai giocatori". L'Inter di Josè Mourinho non è ancora al completo. L'allenatore portoghese ha bisogno di un altro elemento in mezzo al campo. Il nome più gettonato, ovviamente, è quello di Frank Lampard. "È un giocatore del Chelsea, così come Quaresma è un giocatore del Porto", dice Mourinho nella giornata del raduno nerazzurro ad Appiano Gentile. "Io ho lavorato con Frank (Lampard, ndr) per 3 anni e mezzo, è un giocatore formidabile. Devo rispettare giocatori e club, devo parlare dei miei calciatori. Il mercato è aperto fino al 31 agosto".
Il discorso vale anche quando si parla di cessioni. "Ho detto ai miei giocatori che 6 difensori centrali sono troppi", dice annunciando l'intenzione di sfoltire l'organico nel reparto arretrato. Se 6 difensori sembrano un lusso, diversa è la situazione in avanti.
"Troppi 6 attaccanti? Meglio troppi che nessuno", dice. "È un problema per loro, eventualmente. Nessuno qui è un bidone, ci sono giocatori di qualità. Poi, il mercato è aperto fino al 31 agosto". In Italia, apprezza un giocatore "che non gioca in un grandissimo club". Si fanno i nomi di Antonio Cassano e di Marek Hamsik. Sull'attaccante della Samp e sul centrocampista del Napoli, però, nemmeno una parola. "Parlo solo dei miei giocatori", ripete.
JAVIER ZANETTI
Tra i primi ad arrivare per i test psicofisici il capitano Javier Zanetti: "Abbiamo nuovi stimoli e rinnovato entusiasmo- dice l'argentino- C'e' voglia di partire e speriamo vada tutto bene. Dobbiamo prepararci al meglio. Mi aspetto una stagione dura e difficile con tanti impegni importanti. La societa' sta facendo di tutto per rinforzare la squadra in modo che resti al vertice. Il campionato sara' difficile come sempre, ma l'organico e' all'altezza di tutte le competizioni".
IVAN CORDOBA
Subito dopo anche Ivan Ramiro Cordoba, che ha praticamente saltato le vacanze per recuperare dopo il grave infortunio patito nella scorsa stagione: "Ho concordato un programma con lo staff medico- dice il difensore colombiano al suo arrivo al centro sportivo Angelo Moratti- e ho ho lavorato tutte in giugno e luglio con il professor Bisciotti. Il mio recupero dipendeva molto dal mio lavoro e mi sono impegnato la massimo. Per me e' il nono anno all'Inter, sono tanto emozionato, ma sono le sensazioni di sempre. In una squadra come l'Inter ci sono sempre motivazioni e voglia di fare bene, ora spero di tornare al meglio fisicamente per essere a disposizione del nuovo allenatore. Mourinho? C'e' attesa per sapere come vuole lavorare, ma e' normale. La cosa importante sara' essere disponibili ed essere a disposizione del gruppo".
ZLATAN IBRAHIMOVIC
"Se riesco a stare bene posso fare meglio di un anno fa". Parola di Zlatan Ibrahimovic. Che appena messo piede ad Appiano Gentile ha rilanciato la sfida a tutto campo sua e dell'Inter. "Sono stato molto bene in vacanza in America- ha detto- ora sono tornato e ho tanta voglia di iniziare questa nuova stagione e fare bene. Ora e' tutto nuovo, vediamo che cosa succedera'. Speriamo di continuare a vincere ancora tanto, magari anche la Champions League".
ADRIANO
Rientra all'Inter dopo la mezza stagione passata al San Paolo, dove e' stato capocannoniere della sua squadra. "Sono molto felice di tornare in questo gruppo dove spero di restare- ha esordito Adriano ai microfoni di Inter Channel appena arrivato ad Appiano- So che a Mourinho piace il mio modo di giocare, questo e' importante e devo lavorare tantissimo e benissimo per trovare un posto in squadra.
Al San Paolo sono stato davvero bene e sono riuscito a uscire da una situazione non bellissima nella quale mi trovavo. Giocare la' mi ha aiutato tanto, spero di fare benissimo con l'Inter. Daro' il massimo, mi auguro di segnare tanti gol".
LUIS FIGO
È la sua quarta stagione con la maglia dell'Inter, Luis Figo saluta tutti i tifosi nerazzurri al suo arrivo al centro sportivo Angelo Morattti nel primo giorno della stagione 2008/09. "L'obiettivo e' quello di fare sempre meglio, per questo sono felice di poter rimanere in questa societa' e di poter contribuire per cercare di fare meglio della passata stagione- dice a Inter Channel- È la prima volta che Mourinho e' il mio primo allenatore, anche se l'ho conosciuto a Barcellona e allo Sporting. È sempre un piacere lavorare con un tecnico di prestigio, spero di contribuire a poter fare bene con la squadra. L'Inter ha tanti tifosi nel mondo, ora avra' di piu' anche in Portogallo. Spero di fare una stagione migliore di quella passata, voglio dare alla societa' e alla gente quello che l'anno scorso non ho potuto fare per problemi fisici. Spero di essere protagonista. L'Inter ha una base di squadra molto forte, vogliamo sempre arrivare primi".
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