Il ciclista ritorna a casa, a Formigine, e dice: "Il metodo che è stato adottato non mi sembra che sia sicuro al cento per cento". Vania Rossi, compagna dello scalatore: "È stato un duro colpo dopo l'entusiasmo generato dalle sue vittorie al Tour". La madre di Pantani: "Basta paragoni"
Formigine, 19 luglio 2008 - Riccardo Riccò è tornato a casa, a Formigine, questo pomeriggio. Il ciclista trovato positivo all'Epo al Tour de France ora aspetta l'esito delle controanalisi. Riccò, tuttosommato, è apparso disteso, ma non ha fatto riferimento all'assunzione o meno di sostanze dopanti.
Parlando con i giornalisti non ha nascosto la delusione: ''Sono passato dal toccare il cielo con un dito ad avere il morale sotto i piedi. Non è facile, e poi un giorno chiuso in prigione, e dormire lì, non è la miglior cosa. Sono situazioni che non auguro neanche a un cane, mi è passato per la testa di tutto. E il tempo non passava mai''.
Ma già da lunedì - ha aggiunto - ''mi metterò in azione per difendermi. La squalifica? Vedremo nei prossimi giorni come si evolverà la situazione, anche perché alla fine il metodo che è stato adottato non mi sembra che sia sicuro al cento per cento. Quindi è ancora tutto da vedere''.
Nell'abitazione, a fargli compagnia, c'erano anche i genitori, Rubino ed Elisabetta. La mamma, che si era detta preoccupata per le possibili ripercussioni psicologiche, non ha dubbi: ''Lui è sempre il nostro campione, a tutti gli effetti''. Per il papà, Rubino, ''il ciclismo è molto importante per Riccardo, ma io come padre ritengo che sia molto più importante la tutela di un ragazzo di 24 anni''.
LA FIDANZATA: "E' INNOCENTE"
"Se Riccardo fosse davvero colpevole, certamente sarei delusa. Ma sono sicura che riuscirà a dimostrare la sua estraneità ai fatti». Questa la dichiarazione rilasciata a 'Tv Sorrisi e Canzoni' da Vania Rossi, 24 anni, campionessa italiana di ciclocross e fidanzata di Riccardo Riccò. Nell'intervista anticipata sul sito del settimanale (www.sorrisi.com) la campionessa afferma di credere nell'innocenza del fidanzato.
"Dobbiamo ancora capire che cosa sia realmente successo in questi giorni. Per ora Riccardo ha parlato solo con il suo avvocato francese. Il momento è di quelli molto difficili, ma io ho deciso di rimanergli vicina». «È stato un duro colpo dopo l'entusiasmo generato dalle sue vittorie al Tour anche se credo che sarà lui, tra un pò di tempo, a dover parlare di queste cose e a spiegare cosa è accaduto".
LA MAMMA DI MARCO PANTANI
"Non capisco perchè ogni volta che succede qualcosa nel ciclismo si deve accostare per forza il nome di mio figlio. È ora di farla finita". Lo sfogo è della mamma di Marco Pantani, Tonina Belletti, intervistata dal Tg2 dopo il nuovo ciclone che si è abbattutto nel mondo delle due ruote con la positività di Riccò all'Epo.
"Provo tanta rabbia - continua - Marco non è mai stato trovato positivo in 20 anni di carriera, era una persona squisita e non capisco questa cattiveria. Non è mai stato trovato dopato. Lui è morto e non si può difendere, ma lo farò io e se sarà necessario ricorrerò alle vie legali. Cosa farei se fossi una ciclista? Metterei i piedi per terra e non andrei più a correre. Continuano a etichettare questi ragazzi chiamandoli dopati, ma loro non contano niente. È tutto quello che c'è attorno che non va e sarebbe ora di fare piazza pulita".
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