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L'INTERVISTA

Lippi: "Per lo scudetto sarà una corsa a cinque"

Il ct: "Inter fortissima, ma non sarà facile rivincere. La Juve tornerà ad essere protagonista: oltre ai campioni ha giovani di talento. Il Milan con Ronaldinho alza il tasso di classe. Mercato da applausi per la Fiorentina"

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Marcello Lippi Firenze, 21 luglio 2008 - IL BEL VIAREGGINO ricco e famoso torna, si sa, sul luogo del trionfo. Siccome è abile e fortunato chissà che Marcello Lippi non sia capace di concedere un fantastico bis. Lui ci spera, gli italiani anche. Eccolo al telefono per parlare di calcio azzurro e dintorni, di calcio a 360 gradi.

 

Lippi, che significa per lei riprendere la guida della Nazionale campione del mondo?

 

"E’ una grande gioia come fu un dolore lasciare una volta diventati campioni del mondo. Io con la Federazione sono sempre stato leale, ho sempre parlato chiaro. Dissi che se le cose agli Europei fossero andate bene mi sarei tenuto in disparte, se fossero andate male sarei tornato. E dissi anche che durante gli Europei, cosa che ho puntualmente fatto, avrei rifiutato anche la più allettante delle offerte".

 

Adesso lei può diventare il nuovo Pozzo o giocarsi il calcio vinto…

 

"Innanzitutto riprendo fra le mani un gruppo di giocatori di notevole livello, una squadra che è forte e tale deve sentirsi. Certo l’autostima non deve scivolare in presunzione, altrimenti ci faremmo del male da soli. Ciò non toglie che sono chiamato a una sfida difficile, ma va bene così perché a me le cose facili non piacciono".

 

Su Pozzo e il calcio vinto non ha risposto…

 

"Lasci stare. Io dico che il titolo mondiale di Germania, comunque vada, non si cancella. E’ un’impresa sportiva e tale rimane".

 

Una rinfrescatina a questa Nazionale ci vuole.

 

"Il gruppo di partenza è questo e soltanto questo. Da qui a due anni, cioè ai Mondiali, certamente ci sarà anche spazio per i giovani".

 

Amauri, ad esempio…

 

"Non mi piace che Amauri balli fra una nazionale e l’altra. Se diventerà legalmente italiano, se Amauri farà una scelta definitiva io potrei scegliere lui".

 

Dai giovani ai grandi vecchi come del Piero…

 

"Cerchiamo di non fare troppi nomi, è antipatico. Posso solo dire che se il 20 agosto con l’Austria a Nizza non chiamerò tutti quelli del gruppo storico, nessuno si preoccupi, è normale rotazione".

 

Un altro grande vecchio, Cannavaro, è stato anche il grande infortunato. Vogliamo dedicargli un pensierino?

 

"E va bene. Fabio può giocare fino a 37 anni, è un simbolo, gestirlo è tutt’altro che un problema. Sarà ancora una colonna, sarà ancora il nostro capitano coraggioso".

 

Invece Nesta alla Nazionale non ci tiene e Totti manda piccoli segnali di apertura…

 

"Bisogna rispettare le decisioni di campioni e di uomini veri. Dire che non amano la Nazionale è una bugia, semmai li invito a pensarci bene prima di dare l’addio definitivo".

 

Chi la Nazionale non la vuole e chi invece, come Luca Toni, in Nazionale è crollato...

 

"Toni agli Europei ha fatto un gol regolare e glielo hanno annullato, con la Francia è andato bene, in tutte le partite si è battuto alla grande. Toni è utile in mille altre cose, non solo se fa gol".

 

Invece Chiellini ha fatto strabuzzare gli occhi a tutta l’Europa del pallone…

 

"Questo è vero. Si è espresso a livelli eccellenti, con grinta, personalità, sicurezza. Però non dimentichiamoci Gigi Buffon, punto cardinale della squadra in campo con le sue prestazioni eccezionali e fuori con le parole giuste al momento giusto. Un numero uno su tutti i fronti".

 

E di Donadoni non dice nulla?

 

"Ha fatto due anni di buon lavoro, ha avuto un bel rapporto con la squadra che ha giocato bene ma non è stata fortunata. Il giovane Donadoni troverà da altre parti quella fortuna che non ha trovato in Nazionale. Se la merita".

 

Intanto il 6 settembre giochiamo la prima partita di qualificazione a Cipro…

 

"E dobbiamo stare attenti, non ci dobbiamo rilassare neanche un po’…".

 

Lippi, non esageri: il girone dell’Italia è una passeggiata.

 

"Macchè. Più lo riteniamo facile, più diventa difficile. Quando noi italiani ci illudiamo spesso facciamo cilecca…".

 

Capello ct dell’Inghilterra. Che dice?

 

"Dico che farà bene, molto bene. Prima di tutto darà un’identità a calciatori che sono abituati a giocare in club, i club inglesi, strapieni di stranieri. Eppoi Capello darà all’Inghilterra un ordine tattico, una concretezza tipiche, se permette, di noi tecnici italiani".

 

Trapattoni ct dell’Irlanda…

 

"La sua voglia di rifiutare le pantofole e di stare in campo dimostrano l’entusiasmo e le qualità di un signore che di andare in pensione non vuole saperne. Un signore da ammirare".

 

Esportiamo Capello e Trap mentre importiamo Mourinho…

 

"Ho sentito le sue prime parole in italiano e ho notato che ragiona sempre in funzione del risultato, in funzione della vittoria. Ha un po’ la mia mentalità, per questo mi piace. E poi mi piace perchè di lui parlano bene tutti i giocatori che ha avuto. Creda, non c’è, per un tecnico, un biglietto da visita migliore".

 

Quindi Inter favorita per lo scudetto…

 

"Questo lo dice lei, Inter fortissima con un Mancini in più e con qualche altro che arriverà al più presto".

 

Al Milan è arrivato Ronaldinho…

 

"Nel momento in cui la colonia brasiliana del Milan diventa sempre più numerosa si alza il tasso di classe della squadra rossonera. Che può fare benissimo perché ha anche il vantaggio di non giocare la Champions".

 

La Juve?

 

"La Juve è ormai tornata una protagonista numero uno. Ha messo nel suo motore gente come Amauri e Poulsen, ha magnifici campioni e giovani di straordinario talento".

 

La Roma?

 

"Ho notato un particolare e cioè che la Roma inizia la preparazione per ultima. Il messaggio di Spalletti è chiaro: vi faccio partire per ultimi perché vi chiederò di più".

 

Infine la Fiorentina…

 

"Sotto la regia dei Della Valle ha fatto un mercato da applausi. Complimenti a Corvino e a Prandelli che hanno eseguito alla perfezione i desideri del patron. Questa Fiorentina può arrivare dovunque".

 

Fra le magnifiche cinque chi è la sua favorita per lo scudetto?

 

"Non c’è una favorita. Partono alla pari. Posso solo dire, questo sì, che per l’Inter questa volta è più difficile".

 

Che campionato vedremo?

 

"Non solo equilibrato ma anche di notevole spessore tecnico. E nel segno dell’entusiasmo. Non vede che i ritiri di tutte le squadre sono già stracolmi di tifosi?".

di Mario D'Ascoli










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