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DOPING AL TOUR DE FRANCE

"Riccò cercò di sfuggire ai controlli"

Lo ha detto il presidente dell'Agenzia francese per la lotta al doping: il corridore tentò di 'dribblare' lo steward che doveva accompagnarlo agli esami. L'atleta formiginese è stato convocato dalla procura antidoping del Coni

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Riccò portato via dai gendarmi Modena, 23 luglio 2008. Riccardo Riccò tentò di sfuggire allo steward che era stato incaricato di accompagnarlo agli esami, nel giorno della tappa di Cholet. Lo ha confermato Pierre Bordry, presidente dell'Agenzia francese per la lotta al doping (Afld). Il tentativo di 'dribblare' lo steward venne bloccato dal traffico automobilistico.

La Procura antidoping del Coni ha convocato Riccò per il 30 luglio alle 12.30. Al corridore emiliano sono contestate «le violazioni della normativa antidoping Wada riferite alla positività riscontrata alla quarta tappa del Tour de France, nonchè alla successiva attività giudiziaria». È stato convocato anche Leonardo Piepoli per il 29 luglio, alle ore 11.30, «per riferire in merito alle notizie a lui relative apparse sugli organi di informazione».
 

Intanto la Saunier Duval-Scott ha sospeso la propria attività di sponsor nel ciclismo «con effetto immediato». Lo ha scritto «L'Equipe». La decisione, comunicata dai dirigenti del team, arriva a sei giorni dalla notizia della positività all'Epo di terza generazione del corridore formiginese Riccardo Riccò. In seguito a quella scoperta 'choc, la Saunier Duval aveva deciso di abbandonare il Tour de France.

La decisione era nell'aria da giorni dopo l'intervento del presidente di Saunier Duval Thierry Leroy che aveva minacciato anche azioni di risarcimento contro la società di gestione sportiva di Gianetti per il danno di immagine creato al suo marchio. Non è bastato quindi il licenziamento di Riccò, ora indagato dalla magistratura francese per violazione della legge penale antidoping, e di Leonardo Piepoli, coinvolto nella vicenda.










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