La squadra di Advocaat vince 2-1 e si aggiudica il primo trofeo stagionale: Pobrebnyak e Danny trascinano i russi, inutile la rete di Vidic. Lo Zenit è nello stesso girone di Champions di Juve e Real Madrid
Montecarlo (Principato di Monaco), 29 agosto 2008 - La festa dello Zenit, la preoccupazione della Juve. Bianconeri davanti alla tv, russi a Montecarlo ad alzare la Supercoppa europea. Battuto 2-1 il Manchester United, a chiudere un tris straordinario dopo lo "scudetto" e la Coppa Uefa. Ormai la squadra di Advocaat, creata e rafforzata dai soldi della GazProm, e' una realta': Juve e Real Madrid dovranno quindi seriamente fare i conti anche con lo Zenit San Pietroburgo in un girone di Champions che si annuncia per i bianconeri davvero difficile.
Con l'infortunato Cristiano Ronaldo in tribuna (e con lui Giggs e Carrick), Montecarlo ha applaudito soprattutto Pobrebnyak, che si e' preso una rivincita sulla sfortuna. Quella che l'aveva costretto, vittima di un problema muscolare proprio all'ultimo momento, a saltare gli Europei. L'attaccante, con la stella Arshavin ancora in rotta con la societa' ed inizialmente in panchina, si e' preso le luci della ribalta, trafiggendo di testa van der Sar prima dello scadere del primo tempo. Dopo 44 minuti in cui comunque i russi hanno dominato i campioni d'Europa, forse anche in virtu' di una migliore condizione fisica. Ma non solo.
Perche' lo Zenit ha una buona organizzazione difensiva e due esterni pericolosi, pronti a dare man forte in avanti, un centrocampo combattivo che gira intorno al biondo ucraino Tymoshchuk e un attacco che forse puo' permettersi anche di fare a meno della classe di Arshavin. E' arrivato dalla Dinamo Mosca il portoghese Danny per 30 milioni di euro. Il giocatore piu' pagato della storia del calcio russo e al 14' della ripresa ha fatto pensare di valerli: grande azione personale e destro del 2-0.
Manchester incredulo. Ferguson ha visto cosi' sfumare la sua terza Supercoppa, con il solo Tevez che ha provato in tutti i modi a riportare in partita i Red Devils. A farli assomigliare il piu' possibile alla squadra che la scorsa stagione si e' presa tutto: l'Inghilterra e l'Europa. E in parte ci e' riuscito. Suo lo zampino decisivo nel gol del 2-1 di Vidic, un tocco ravvicinato in mischia a poco piu' di un quarto d'ora dallo scadere.
Trascinato dall'argentino il Manchester si e' battuto fino alla fine, rischiando pero' piu' di prendere la terza rete (Arshavin e Danny hanno sbagliato di un soffio) che di pareggiare. Tutta la frustrazione dello United nel tocco di mano con cui Scholes ha provato a ingannare l'arbitro su un cross dalla destra, facendo finire la palla in gol (annullato), ma rimediando solo il secondo cartellino giallo e la conseguente espulsione. Fuori la vecchia Europa, dentro la nuova.
Manchester United (4-4-2): van der Sar 6; G. Neville 6 (31' st Brown sv), Ferdinand 5, Vidic 5,5, Evra 5; Fletcher 6 (15' st O'Shea 6), Scholes 5,5, Anderson 5,5 (15' st Park 6), Nani 5; Rooney 5,5, Tevez 6,5. A disp. Kuszczak, Possebon, Gibson, Campbell. All. Ferguson 6
Zenit San Pietroburgo (4-3-1-2): Malafeev 6; Anyukov 6,5, Krizanac 6,5 (26' st Radimov 6), Puygrenier 6 (18' st Shirokov 6), Sirl 6,5; Zyryanov 6, Tymoshchuk 6,5, Denisov 6,5; Danny 7; Pogrebnyak 7, Dominguez 6 (1' st Arshavin 6). A disp. Contofalsky, Fayzulin, Tekke, Dong Jin. All. Advocaat 7
Arbitro: Bo Larsen (Dan) 6
Marcatori: 44' pt Pogrebnyak (Z), 14' st Danny (Z), 28' st Vidic (M)
Note: espulso al 45' st Scholes (M) per doppia ammonizione. Ammoniti Anderson, Tevez. Recupero 1' pt, 4' st. Spettatori 20.000 circa.
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