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ESCLUSIVA / LE FRECCIATE DI AGROPPI

''Il Milan lo ha fatto il giardiniere
Lippi? Lo butterei nel pozzo''

Della Nazionale non parla, di Lippi parla... non troppo bene, Aldo Agroppi, linguaccia toscana, antijuventino doc fa il punto sul campionato

di Mario D'Ascoli

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Aldo Agroppi "La Nazionale gioca con Cipro e Georgia? L’argomento non mi interessa, ovvero non mi interessa un’Italia allenata da una certa persona’.

D’accordo ma quella persona si chiama Marcello Lippi e può emulare Vittorio Pozzo, ovvero vincere due mondiali di seguito…

‘Io a quella persona auguro di finire nel pozzo…’.

Così tuona e sproloquia Aldo Agroppi, linguaccia toscana, antijuventino doc, personaggio pittoresco, ironico, critico, divertente, competente, eccessivo e nemico giurato del ct della Nazionale da molti anni. Da quando Agroppi faceva l’opinionista in Rai e fra lui e Lippi ci fu una clamorosa, insanabile rottura.

Bocca chiusa sulla Nazionale ma non sulla prima giornata di campionato: ‘E’ stata una falsa partenza se è vero che nessuna delle cinque squadre migliori è riuscita a vincere. E se i pareggi fra Fiorentina e Juve nonché fra Samp e Inter ci potevano stare ditemi voi se il Milan poteva perdere con il Bologna in casa. Un Milan che fra l’altro ha spiazzato milioni di scommettitori’.

A proposito del Milan: lei un paio di settimane fa ha detto che il mercato rossonero lo ha fatto il giardiniere di Milanello. Conferma?

‘Certo che confermo. Le faccio un paio di esempi. Il Milan prende Ronaldinho che va ad occupare il ruolo di un ottimo Seedorf. Dove’è la logica? Il Milan non ha un centravanti di ruolo se è vero che Shevchenko non è più uno sfondatore e il signor Inzaghi ha trentasei anni e una fidanzata così bella da metterlo ko. Insomma il Milan ha tanti campioni ma l’hanno costruito con i piedi, non con la testa’.

E l’Inter?

‘E’ costruita in maniera più razionale. In quanto a gioco nulla è cambiato rispetto a quando c’era Mancini, non date retta a Mourinho che è un venditore della propria immagine, che è la Vanna Marchi del pallone. Dice un proverbio toscano: fatti un nome e se poi ti fai la pipì addosso diranno che hai sudato… Il fatto è che Mourinho dovrà gestire, con tanti galli nel pollaio, uno spogliatoio bollente’.

La Roma?

‘Gioca bene, ha ottimi giocatori ma le manca un grande cannoniere come Batistuta e Montella, con Vucinic e Baptista non andrà molto lontano’.

La Juventus?

‘Si regge su cinque campioni della vecchia guardia, ovvero Buffon, Del Piero, Camoranesi, Nedved e Trezeguet, il resto è frittura. Ha molta grinta, molto carattere però non c’è paragone con la Juve dei Vieira, degli Emerson, dei Thuram, dei Ferrara, a quella Juve non mancava proprio nulla’.

La Fiorentina?

‘Ha fatto un mercato intelligente e disputerà un campionato da vertice. Ma non al punto da vincere lo scudetto…’.

Già, chi lo vince lo scudetto?


‘Io so che morirò ma non so quando per cui io so che qualcuno vincerà lo scudetto ma non so chi. Posso dire Inter perché, ripeto, è la squadra più forte, più completa’.

E la Champions chi la vince?

‘Il Real Madrid perché ha un fame da lupi’.

Che campionato vedremo?

‘Mediocre come lo scorso anno. Vince la tattica, non i grandi giocatori che sono sempre di meno per cui scordatevi partite indimenticabili’.

In compenso a Napoli è esplosa subito la violenza…

‘Ma la colpa non è dei tifosi, la colpa è dei politici che fanno leggi vergognose, la colpa è dei magistrati che dovrebbero tenere in galera i violenti dieci anni, non due ore. Poi, fra dieci anni, date retta a me, tornerebbero allo stadio con il rosario in mano…’.

di MARIO D’ASCOLI










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