La giavellottista Leryn Franco si è fatta notare ai Giochi di Pechino per la sua bellezza. Ma adesso vuole fare vedere anche le sue qualità sportive: "Voglio andare ai Mondiali di Berlino"
Perugia, 16 settembre 2008 – “Adesso penso a lanciare il giavellotto più lontano possibile. Il mio primo obiettivo è centrale la qualificazione per i Mondiali di Berlino del prossimo anno dove andrò a difendere i colori del mio paese, il Paraguay”.
Lei è Leryn Franco, giavellottista che risiede da circa un anno in Umbria, che a Pechino è diventata famosa più per la sua bellezza che per il risultato tecnico, tanto che ha conquistato il titolo di Miss Olimpiade 2008:
“Veramente il giorno della gara era troppo emozionata ed ho lanciato nettamente al di sotto delle mie possibilità. Visto come sono andate le altre, potevo addirittura centrare la finale” ricorda Leryn con una punta di amarezza. Ieri la Franco era impegnata, proprio a Berlino, per un servizio fotografico con la Nike, azienda di abbigliamente tedesca per la quale è diventata una preziosa e prestigiosa testimonial.
L’essere definita la più bella delle Olimpiadi ha cambiato qualcosa nella sua vita?
“Molto. Le mie foto hanno fatto il giro del mondo, il mio sito va spesso in tilt. Sono felice, ma al tempo stesso tranquilla e consapevole di questo momento. La notorietà non ha cambiato nulla dentro di me”.
Come concilia il suo lavoro di atleta con quello sempre più frequente di modella?
“Ripeto quello che ho detto all’inizio, prima viene la mia attività sportiva, poi quella di modella. Sono due situazioni diverse ma fino ad ora sono riuscita a conciliarle molto bene. Lo sport rimane la mia grande passione. Ho 26 anni, quindi posso fare ancora dei buoni risultati. Penso anche alle Olimpiadi di Londra 2012”.
Lei si allena con il tecnico della nazionale azzurra di lancio del giavellotto Domenico Di Molfetta. Intende continuare con lui?
“Sicuramente. Già abbiamo stilato un programma per i prossimi mesi. Farò una preparazione specifica a partire dai primi di novembre, per ora cerco di mantenermi in forma facendo sedute atletiche”.
E’ vero che potrebbe partecipare a degli stage con l’ex primatista del mondo del lancio del giavellotto, il ceco Jan Zelesny?
“Sono stata invitata al Meeting di Rieti dall’organizzatore Sandro Giovannelli come madrina della manifestazione. Giovannelli ha promesso al mio manager Stefano Bartocci (ex azzurro di bob ndr) che ne parlerà con Zelezny, che la cosa è possibile. Per me sarebbe un’esperienza molto importante”.
Quando non indossa i colori della nazionale del Paraguay con quale società garreggia?
“Con l’Assindustria Sport Padova società alla quale sono legata da profondo affetto e grande riconoscenza. Quando sono venuta in Italia sono stati loro a regalarmi il primo giavellotto ed a mettermi in condizioni di potermi allenare con tutto quello che occorreva”.
Le manca la famiglia, il suo paese, il Paraguay?
“Soprattutto mio padre e le mie sorelle. Purtroppo mia madre è morta poco prima che venissi in Italia. Per me e per la mia famiglia è stata una grande tragedia. Vorrei diventare un’ambasciatrice importante per la mia Nazione. Fare qualcosa per promuovere lo sport in Paraguay. Comunque il mese di ottobre lo passerò ad Asuncion che è la mia città, così potrò stare con la mia famiglia”.
Perché l’Umbria e Bastia Umbra?
“Sono arrivata a Bastia Umbra perché lì risiede il mio manager Stefano Bartocci che cura gli interessi di atleti importanti di varie discipline sportive, non solo di atletica leggera, che abitano anche loro a Bastia per la maggior parte dell’anno. Stiamo tutti insieme. E’ come se avessi trovato una seconda famiglia. E poi l’Umbria, Perugia, sono luoghi molto belli”.
La Franco ha un record personale di metri 55,38 che è lontano un abisso dal primato del mondo stabilito pochi giorni fa a Stoccarda dalla ceca Barbara Spotakova 72,28 metri. Ma la storia di Leryn ha dismostrato come nello sport tutti i risultati sono importanti. Basta esserci. Magari al momento giusto.
di Sergio Pioppi