Il designatore arbitrale intervistato da Radio Anch’io lo sport su Radiouno fa chiarezza sulla non facile corretta interpretazione dal campo della regola: "Oggi un centimetrro oltre la linea dell’ultimo difendente significa fuorigioco. Tracciare una linea e fare un fermo immagine è semplice, una opportunità che l’assistente e l’arbitro non hanno"
Roma, 10 novembre 2008 - "Una maggiore serenità non può fare altro che aiutare arbitri e assistenti. È un campionato che è diventato molto spettacolare e interessante ma che per gli arbitri vede aumentare le difficoltà".
Lo ha dichiarato a Radio Anch’io lo sport su Radiouno il designatore Pierluigi Collina. "Un giudizio dopo 11 giornate? Abbiamo arbitri che si stanno impegnando molto, sono giovani, hanno voglia di lavorare e migliorare, spesso fanno bene e a volte sbagliano come gli altri protagonisti delle partite. Ho sentito dire che in Italia si fischia molto; è vero si fischia più che all’estero ma i numeri non mi sembrano notevoli, in Lecce-Milan ad esempio ci sono stati 28 falli fischiati e anche nelle altre partite i numeri sono vicini".
Collina fa chiarezza sulla non facile corretta interpretazione dal campo della regola el fuorigioco. "Oggi un centimetrro oltre la linea dell’ultimo difendente significa fuorigioco. Partendo da questo presupposto l’assistente può sbagliare. Quando ho sollevato il problema mi è stato risposto che se l’errore è di pochi centimetri, pazienza, ma questo probabilmente non vale in Italia come in altre parti del mondo. Negli ultimi anni la tecnologia consente alla tv di offrire un prodotto eccezionale che fa vedere tutto. Tracciare una linea e fare un fermo immagine è semplice, in campo è una opportunità che l’assistente e l’arbitro non hanno; il ruolo dell’assistente ha assunto negli ultimi anni un’importanza fondamentale. L’apporto che può dare l’arbitro è vicina allo zero, quasi il 100% della decisione spetta al suo collaboratore".
Collina torna a sottolineare come la visuale in campo dell’arbitro non sia quella della Tv. "Nessuna regola del calcio è facile e lascia all’arbitro la discrezionalità di interpretarla. Errori che favoriscono i più forti? Avrei un sogno, mi piacerebbe che si potesse parlare sempre di errori e non di qualcosa che c’è sempre dietro un errore. Tutti sbagliamo ed è normale e voglio parlare di questo e del modo di cercare di limitarli. Stiamo trattando episodi che durano un decimo di secondo e che in Tv sembrano durare ore. L’obiettivo di raggiungere l’uniformità è prioritario non solo in Italia ma nel mondo, ma quando mettiamo uno vicino all’altro tante persone che possono avere ciascuno la propria sensibilità e diamo a loro la posibilità di decidere, anche se da un lato cerchiamo di mettere dei paletti, qualche differenza ci sarà sempre. Oggi rispetto a 10 anni fa l’attenzione su ogni singolo episodio è sempre maggiore. Sento parlare sempre meno di calcio e riscontro che a fronte di ogni partita c’è la ricerca del dettaglio. Ricordo che fino a qualche anno fa si facevano vedere uno-due espisodi, oggi sembra che ci sia una gara nella ricerca grazie ai mezzi tecnologici e su ognbi partita se ne propongono 5-6 che sono visibili solo grazie alla tecnologia".
Collina si sofferma quindi sulla severità per i falli gravi. "Credo che sia importanza analizzare in profondità le cose, mi piace essere chiaro e trasparente. Noi facciamo degli stage a Coverciano e nell’ultimo, 10 giorni fa, ho iniziato l’incontro del mattino facendo vedere 6 episodi classificati come falli gravi di gioco, segnalando l’importanza di punire quei falli che possano ledere l’incolumità fisica dell’avversario, venerdì ne discuteremo ancora. Deeterminati tipi di intervento non possono trovare campo".
Sollecitato da un radioascoltatore che ha rivolto i complimenti a Rosetti, il designatore si sofferma sulla personalità dei direttori di gara. "La personalità e il carisma sono componenti fondamentale per un arbitro. Rosetti è l’arbitro in Italia con più esperienza, anche internazionale, anche se come partite arbitrate Farina ne ha più di lui. Abbiamo altri arbitri che stanno crescendo soto questo aspetto e altri che si stanno formando.
In futuro non si prevedono aiuti tecnologici per la classe arbitrale. "L’esperiemento che l’International Board sta portando avanti è quello di due arbitri di porta. Si è deciso di proseguire sull’apporto umano piuttosto che su quello tecnoclogico. Questo esperimento attualmente portato avanti in gare giovanili andrà avantr e poi si deciderà di proseguire il test nel calcio professionistico. Noi siamo già stati protagonisti dell’esperiemento di due arbitri in Coppa Italia nel ‘99-2000. Rispetto ai due arbitri la nota positiva di questo esperimento è che il potere decisionale comunque spetterà a una sola persona e questo è sicuramente meglio soprattutto nell’obiettivo di trovare l’uniforità".
Collina chiude con una raccomandazione agli assistenti in relazione alla regola del fuorigioco. "L’aria sulla quale dobbiamo lavorare è quella di convincere gli assistenti a prendersi dei rischi. Nel momento in cui non si ha una certezza devono lasciar giocare. È l’unica maniera per far fronte alla difficoltà della regola. Stiamo parlando di centimetri, di situazioni che in campo sono difficili da valutare".