Il presidente biancoceleste e l’imprenditore Roberto Mezzaroma, per lui richiesti un anno e quattro mesi, sono accusati aggiotaggio manipolativo, aggiotaggio informativo e ostacolo alla Consob. Le richieste del pm fanno riferimento all’operazione di acquisizione di un pacchetto di azioni della Lazio Calcio avvenuta nel 2005
Milano, 18 novembre 2008 - Aggiotaggio manipolativo, aggiotaggio informativo e ostacolo alla Consob, sono queste le accuse per cui il pm milanese Laura Pedio ha chiesto la condanna del presidente della Lazio Calcio, Claudio Lotito, a un anno e otto mesi e a 20mila euro di multa e dell’imprenditore Roberto Mezzaroma a un anno e quattro mesi e 20mila euro di multa.
Le richieste del pm fanno riferimento all’operazione di acquisizione di un pacchetto di azioni della Lazio Calcio avvenuta nel 2005. Secondo il pm “ci sono indizi precisi univoci e concordanti”.
La rappresentanza dell’accusa ha spiegato di chiedere la condanna di Lotito e Mezzaroma “a tutela del mercato, della trasparenza e di quei piccoli azionisti che con il loro esposto hanno reso possibile la celebrazione di questo processo, perché le regole vanno rispettate da tutti, specialmente dagli imprenditori che si presentano come salvifici”.
Il pm Pedio durante la sua requisitoria ha rivolto critiche alla Consob accusando l’organo di vigilanza di aver tenuto un atteggiamento “contraddittorio”. Pedio ha ricordato che la Consob aveva prospettato l’esistenza di un patto parasociale “ma poi non era andata fino in fondo e i patti parasociali hanno anche delle conseguenze penali”.