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Petrucci conferma: "Mi ricandido"

Presidente da nove anni definisce positivo il suo bilancio: "ma non è merito mio, non esiste il salvatore della patria, ma un apparato dirigenziale e federazioni che lavorano bene". Ora l’avversario da battere si chiama Franco Chimenti, presidente della Federgolf

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Gianni Petrucci (Newpress) Roma, 25 novembre 2008 - Adesso è ufficiale. Gianni Petrucci conferma: "sì, mi ripresento alle elezioni per la presidenza del Coni". Per la prima volta l’attuale numero 1 dello sport italiano annuncia la sua candidatura in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera.

L’avversario da battere si chiama Franco Chimenti, presidente della Federgolf. "Lo rispetto come ogni avversario e non dirò altro su di lui", ha dichiarato Petrucci che spiega i motivi della sua ricandidatura. "Quello dello sport è un mondo che mi piace, mi affascina. Poi molti presidenti federali e buona parte del pianeta sportivo periferico me l’hanno chiesto".

Presidente da nove anni, Petrucci definisce positivo il suo bilancio: "ma non è merito mio - sottolinea -, non esiste il salvatore della patria, ma un apparato dirigenziale e federazioni che lavorano bene. Un consiglio nazionale efficientissimo, una squadra e uno staff dirigenziale di primissimo ordine e un grande segretario generale, Raffaele Pagnozzi".

Di momenti difficili ne ha vissuti ("mai un anno tranquillo, mi sono mitridatizzato diventando un po' immune a veleni e polemiche") Petrucci, ma assicura che con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega allo sport, Rocco Crimi, "non c’è stato incidente diplomatico e se c’è stato non me sono accorto".

Il problema di Petrucci, in questo momento, è la finanziaria che prevede un taglio di 113 milioni euro per il mondo dello sport. "C’è un grosso lavoro in atto a livello parlamentare: primo tra tutti il senatore Barelli, il presidente della Fin, insieme agli altri parlamentari presenti in Giunta e in Consiglio Coni. Ma anche Letta, Tremonti e Crimi si stanno impegnando per rivedere l’impostazione iniziale di una riduzione che tocca il 25% del finanziamento pubblico allo sport. Io faccio solo questa riflessione: ho fiducia in Berlusconi che non ha mai tagliato una lira allo sport".

L’obiettivo di Petrucci, come presidente del Coni, è quello di "confermare e migliorare le vittorie dello sport italiano, ricordando i successi di Pechino, il sorpasso nel medagliere su Paesi importanti come Francia e Spagna". I problemi da affrontare, invece, sono "una revisione legislativa per pianificare un finanziamento automatico: sapere prima quanti soldi sono a disposizione dello sport; migliorare la diffusione della pratica di base e dell’educazione sportiva nella scuola e qui bisogna fare ancora molto; il doping e credo che si possa essere soddisfatti del lavoro svolto anche se non bisogna abbassare la guardia". L’ultima battita, come si voncolo le elezioni? "Non parlandone".

agi










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