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CALCIOPOLI

Danno d'immagine al campionato italiano
Procuratore chiede 120 milioni ai 20 imputati

Il procuratore della Corte dei Conti Ugo Montella: "L’oggetto di questo giudizio non e’ l’accertamento dell’alterazione delle partite, bensi’ l’accertamento di quei comportamenti, che se dimostrati lesivi hanno causato un danno d’immagine nei confronti del calcio italiano’’

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Roma, 12 gennaio 2009 - Il procuratore della Corte dei Conti Ugo Montella ha aperto questa mattina il procedimento nei confronti di 20 ‘convenuti’ (anche se nei confronti dell’arbitro Gianluca Paparesta e’ stata richiesta dalla Procura l’assoluzione) che hanno rivestito la veste di pubblici ufficiali all’interno di calciopoli: ‘’L’oggetto di questo giudizio non e’ l’accertamento dell’alterazione delle partite, bensi’ l’accertamento di quei comportamenti, che se dimostrati lesivi hanno causato un danno d’immagine nei confronti del calcio italiano’’.

Nella sede di viale Mazzini, davanti alla sezione giurisdizionale del Lazio della Corte dei Conti, Montella ha spiegato che ‘’il comportamento dei convenuti ha leso l’immagine dello sport nel nostro Paese, causando un danno d’immagine e un danno da disservizio’’.

‘’Qui, nonostante tante brutture - ha proseguito il procuratore davanti al collegio presieduto da Mario Ristuccia - ci si consolava con il vanto che l’Italia aveva il campionato di calcio piu’ bello del mondo e che la palla in fondo era rotonda. Invece si e’ scoperto che gli addetti ai lavori si sentivano proprio per fare in modo che la palla fosse un po’ meno rotonda. Per questo io mi sono vergognato di essere italiano - ha proseguito Montella -, il calcio italiano e’ stato mortificato da questa vicenda’’.

Il procuratore, ha quindi chiesto alla sezione giurisdizionale il pagamento da parte dei 20 convenuti di 120 milioni di euro per lo scandalo arrecato a Coni, Federcalcio e ministero delle Politiche giovanili. In realta’ i milioni sarebbero 121 poiche’ tra i convenuti sono compresi anche due giornalisti della Rai, chiamati a loro volta a pagare un milione di euro in favore della Rai e del ministero delle Comunicazioni.










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