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Rebellin choc: "Si tratta di un errore"
Petrucci lo sospende dal club olimpico

Sospeso anche dall'attività agonistica. Respinge ogni accusa: non comprende come si possa ricondurre al suo nome la positività di un medagliato italiano dalle Olimpiadi di Pechino. Tra gli altri atleti positivi vi sono il ciclista Schumacher e Ramzi, che vinse l’oro nei 1.500 metri

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Davide Rebellin bacia la medaglia d'argento vinta a Pechino 2008 (Ansa) Roma, 29 aprile 2009 -  Dopo l'annuncio di ieri dato dal CIO sui sette atleti risultati positivi ai controlli antidoping effettuati alle ultime Olimpiadi di Pechino, il Coni ha confermato che l'atleta italiano coinvolto è il ciclista Davide Rebellin. Il Comitato olimpico ha così provveduto questa mattina a sancire l'immediata sospensione del trentunenne, argento nella prova in linea a Pechino. La sostanza incriminata è l'Epo di ultima generazione, il Cera.

 

Il presidente del Coni Petrucci ha anche informato con una lettera il sottosegretario allo Sport, Rocco Crimi, di quanto ricevuto dal Cio, inviandogli una relazione.

 

Rebellin è stato sospeso anche dall’ attività agonistica: il procuratore antidoping del Coni, Ettore Torri, ha infatti aperto un’inchiesta sulla vicenda ed il tribunale nazionale ha accolto la sua richiesta di fermare il ciclista azzurro. Torri ha convocato Rebellin per le 12 di lunedì prossimo a Roma. Torri ha anche provveduto a prendere contatti con la procura di Roma (inviando gli atti) sulla vicenda.

 

LA DIFESA

Davide Rebellin respinge ogni accusa. Il ciclista italiano parla di “errore” e non comprende come si possa ricondurre al suo nome la positività di un medagliato italiano emersa dai controlli del CIO alle ultime Olimpiadi di Pechino.

 

”Non so cosa è successo, ma si tratta certamente di un errore”, dice Rebellin in una intervista pubblicata oggi dalla Stampa. “E’ impossibile che io sia risultato positivo ad un test”, spiega, aggiungendo di non avere “niente da nascondere”. La positività sarebbe legata all’utilizzo di Epo di ultima generazione, il Cera.

 

 “Sono tranquillo con la mia coscienza, non ho preso nulla”. Rebellin, intervistato oggi dal Tg2, reagisce così alla notizia della sua positività all’epo Cera. Rebellin, argento nella prova in linea, ha aggiunto: “Voglio solo dire che vado avanti con tutte le mie forze per dimostrare la mia estraneità e la mia innocenza rispetto a queste accuse”.
 

 

GLI ALTRI POSITIVI

Stefan Schumacher è l’altro ciclista positivo all’epo Cera alle Olimpiadi di Pechino. Lo ha annunciato il Comitato olimpico tedesco. Il corridore sta scontando una squalifica di due anni inflittagli il 19 febbraio dall’Agenzia antidoping francese ed estesa a tutti i paesi dall’Unione ciclistica internazionale per la positivita’ alla stessa sostanza al Tour de France 2008.

 

Il comitato olimpico del Bahrain ha annunciato che Rashid Ramzi è risultato positivo al Cera, l’Epo di ultima generazione, durante i Giochi di Pechino 2008. Nelle Olimpiadi dello scorso anno Ramzi, nativo del Marocco, vinse l’oro nei 1.500 metri.

 

La marciatrice greca Athanasia Tsoumeleka, oro ai Giochi di Atene 2004, e la mezzofondista croata Vanja Perisic sono risultate positive durante le Olimpiadi di Pechino 2008. Lo ha fatto sapere ad Associated Press una fonte vicina agli esiti dei test antidoping. La Tsoumeleka, ventesima nella 20 chilometri a Pechino, a gennaio aveva annunciato di essere risultata positiva. La Perisic era invece stata eliminata nelle batterie degli 800 metri.
 










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