Il ct della Nazionale italiana parla alla vigilia della partenza per Praga, dove si svolgeranno i campionati del mondo delle categorie maxi. Ecco la ricetta di un team di successo, che mischia divertimento e professionismo
Roma, 24 giugno 2009 - Alberto Bucci si prepara a guidare ai mondiali di maxibasket a Praga la nazionale over 45 che un anno da conquistò il titolo europeo. Il coach può contare su otto giocatori che la maglia della nazionale l’hanno vestita anche da giovani: Riva, capocannoniere azzurro di sempre, Gay, Fantozzi, Carera, Montecchi, Binelli, Dal Seno e Tirel (gli ultimi due sono stati azzurri del settore giovanile). Completano la squadra Ponzoni, Terenzi, Teso e Frascolla.
Con quali intenzioni andate a Praga?
“Andiamo ai mondiali per vincere. Non è presunzione, è coscienza dei nostri mezzi. La squadra è ben coperta nei vari ruoli ed è pronta per la nuova sfida. Il titolo europeo di un anno fa è stata una bella soddisfazione, ma non ci accontentiamo, è la stessa logica dello sport che ci impone di puntare in alto”.
Gli over 45, e in generale gli over 40 sono gli unici azzurri che riescono a vincere in campo internazionale. Come lo spiega?
“Ai loro tempi il massimo campionato era strutturato in modo diverso. Con due stranieri per squadra gli italiani avevano possibilità di esprimersi e di maturare ad altro livello. C’era un buon equilibrio fra giocatori stranieri e italiani, che oggi si è perso. Questo comunque non spiega tutto…”
E cioè, c’è qualcos’altro?
“È una questione di mentalità. Per gli over 45 che ho in squadra, i Riva, i Gay, i Dal Seno, i Ponzoni (che di anni ne ha 53) il basket era anche un divertimento. Intendiamoci, ottimi professionisti, ai loro tempi, ma anche allora si divertivano a giocare e a vincere. E anche oggi ci provano un gran gusto a mettersi in gioco e a vincere. Se manca questo spirito, non si va molto in là. E non solo nel basket”.
Le altre concorrenti per il titolo mondiale?
“Le squadre avversarie europee più forti (Russia, Lituania, Slovenia) le conosciamo per averle incontrate lo scorso anno agli europei. C’è l’incognita Portorico, che porta a Praga la selezione nazionale ufficiale e che ha una buonissima tradizione anche nel basket over 40. Abbiamo stima per tutte le nostre avversarie, ma non abbiamo paura di nessuno”.
di Mario Natucci