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CICLISMO / DOPING

Riccò: "Mi sono assunto le mie responsabilità
Passo le giornate ad allenarmi per rientrare"

La sua carriera sembrava giunta al capolinea a causa dell’Epo ma Riccardo, nonostante i tanti momenti di sconforto, è riuscito a rialzare la testa e ora è pronto a rimettersi in sella: "Ho cominciato ad avere di nuovo fiducia nel futuro dopo che il Tas ha ridotto la mia squalifica: adesso so che il 18 marzo 2010 potrò tornare a correre"

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Riccardo Riccò Parigi, 29 giugno 2009 - Undici mesi fa è passato dalle imprese delle prime tappe di Tour de France all’onta del doping, con tanto di interrogatori in gendarmeria e una squalifica di due anni poi ridotta a 20 mesi dal Tas di Losanna.


La sua carriera sembrava giunta al capolinea a causa dell’Epo ma Riccardo Riccò, nonostante i tanti momenti di sconforto, è riuscito a rialzare la testa e ora è pronto a rimettersi in sella. Dovrà aspettare ancora diversi mesi ma il 26enne corridore di Formigine è convinto di essersi lasciato il peggio alle spalle e la voglia di riscatto è tanta, come rivela in un’intervista al quotidiano francese ‘Le Figaro'.


"Ho vissuto sei mesi terribili
, sentivo che non sarei mai riuscito a venir fuori da questa spirale - il racconto del corridore - sono sempre stato circondato dalla mia famiglia, dalla mia compagna e da alcuni amici ma ero in un buco. Ho cominciato ad avere di nuovo fiducia nel futuro dopo che il Tas ha ridotto la mia squalifica: adesso so che il 18 marzo 2010 potrò tornare a correre".


Qualche giorno dopo ci sarà la Milano-Sanremo
e il ‘Cobra' vuole esserci e mettersi subito in mostra e anche se manca ancora tanto il corridore emiliano si allena "sette-otto ore al giorno, tre-quattro volte a settimana con due vecchi amici e posso dire di essere in grande forma. Potrei correre anche domani e giocarmela con i migliori".


Riccò si divide tra allenamenti e famiglia
("la mia compagna Vania darà presto alla luce un bimbo che chiamerò Alberto in onore del mio grande amico e avversario Contador") ma il passato grava ancora sulle sue spalle.


"Avevo fatto un bel Giro d’Italia e volevo mettermi in mostra anche al Tour - ricorda Riccò - avevo grandi ambizioni e considero ancora quelle due settimane come le più belle della mia carriera: gli applausi del pubblico, gli onori, il rispetto degli avversari, le due tappe vinte... Ero in paradiso". Ma il passo verso l’inferno è stato breve.


"Ho commesso un grave errore che ho pagato pesantemente, me ne pento profondamente - ammette - posso solo dire che quando ho confessato di aver fatto uso di doping mi sono sentito meglio, mi sono assunto le mie responsabilità".


Il Cobra vuole tornare e dimostrare il suo valore e qualcuno gli ha già offerto una seconda chance. "Ho ricevuto diverse proposte interessanti nelle scorse settimane e qualche giorno fa ho firmato un contratto di due anni con la Ceramica Flaminia - annuncia - è un team che crede in me, che ha grandi ambizioni e che sa che sto molto bene".

agi










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