La Grande Boucle scatta domani da Montecarlo. Lo statunitense, che ha trionfato nella corsa per 7 volte, all’inizio dell’anno è rientrato nelle competizioni dopo oltre 3 anni di stop: "Ma io non sono tornato per i soldi, non sono tornato per un altro Tour o per diventare celebre. L’ho già detto: si tratta di aiutare la mia fondazione"
Parigi, 3 luglio 2009 - (Adnkronos) - Senza pressioni, così Lance Armstrong si presenta al Tour de France. Il corridore texano è già contento: "Io ho già vinto, al Tour sarei felice di finire tra i primi 3 o i primi 5".
La Grande Boucle scatta domani da Montecarlo. Lo statunitense, che ha trionfato nella corsa per 7 volte, all’inizio dell’anno è tornato alle competizioni dopo oltre 3 anni di stop. L’ottavo successo nella corsa a tappe più importante del mondo appare fuori dalla portata del ‘cowboy’.
"Ma io non sono tornato per i soldi, non sono tornato per un altro Tour o per diventare celebre. L’ho già detto: si tratta di aiutare la mia fondazione", dice in un’intervista a L’Equipe facendo riferimento all’attività di ‘Livestrong’, l’organismo creato per finanziare la lotta al cancro. "Sono tornato per questo e per il mio desiderio di correre: io voglio gareggiare, non posso urlarlo più forte. Corro il Tour gratis, il mio desiderio è puro", aggiunge il 37enne, che ora indossa la maglia della Astana.
Il Tour, dice Armstrong, non è cambiato. "È sempre il gioiello, il più grande avvenimento del ciclismo. Con tutto il rispetto, probabilmente è troppo grande per il ciclismo. Il Tour è lassù e gli altri eventi sono nettamente più in basso: questa differenza non è sana", dice l’americano. "Quest’anno -afferma- il Tour sarà formidabile, intrigante dall’inizio alla fine. Ci sono molti arrivi interessanti, anche la cronometro a squadra (il 7 luglio a Montpellier, ndr) è eccitante. E poi c’è il Mont Ventoux (il 25 luglio, ndr)".
Armstrong è pronto anche a svolgere funzioni da gregario per lo spagnolo Alberto Contador, principale candidato alla vittoria finale. "Dipende dalla squadra. Se Alberto è super, correrò per lui e la mia classifica non avrà importanza. La mia condizione è buona, ma bisogna rispettare la squadra -dice-. A livello personale, sarei felice di finire tra i primi 3 o tra i primi 5. Non devo vincere per forza, ho già dimostrato di essere un grande corridore. Anche quest’anno".
"Per quanto riguarda la fondazione, sì, ho già vinto. È un successo, al di là delle aspettative. Ho vinto anche se penso alla mia credibilità come corridore, anche se non conquisto il Tour o il Giro. Anche se la gente si aspetta di più", conclude.