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LA RICERCA DELLA FIGC

"Nessuna relazione tra calcio e Sla"
Resta il dubbio sull'abuso di farmaci

La Commissione medico-scientifica della Federcalcio ha condotto uno studio di tre anni per cercare collegamenti con la malattia genetica, che può essere causata da fattori ambientali. "Tra i più colpiti ci sono agricoltori e saldatori" (Nella foto Stefano Borgonovo con Roberto Baggio)

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Roma, 27 luglio 2009 - "Il calcio non fa venire la Sla". Lo ha dichiarato il professor Paolo Zeppilli, coordinatore della Commissione medico-scientifica della Figc, presentando oggi in via Allegri lo studio di un gruppo di ricercatori italiani, guidati dal professor Mario Sabatelli, pubblicato su ‘Human Molecular Genetics’, la prestigiosa rivista medica inglese. "Abbiamo scoperto il meccanismo o uno dei meccanismi della Sla - ha annunciato Zeppilli - e non c’è alcuna correlazione certa tra il calcio e questa malattia genetica complessa, che può essere causata da più fattori ambientali".

 

Per arrivare a questa conclusione, hanno lavorato 23 persone in tre anni, con la spinta decisiva della Commissione federale, istituita solo nove mesi fa, e del contributo economico della Figc in un budget complessivo di 250mila euro. Lo studio ha riguardato 245 pazienti afflitti da Sla e sarà ripetuto su animali-cavie per poi arrivare, in tempi però non brevissimi, ad una terapia. "Abbiamo individuato i difetti genetici e come agiscono - ha concluso Zeppilli - Ora sappiamo dove andare a cercare: ci sono grandi prospettive, anche se non ci impiegheremo pochissimo tempo".


Non si può ancora escludere che l’abuso dei farmaci (ed in particolare gli anti-infiammatori) possano interagire sui recettori, così come accade con la nicotina, però un punto è chiaro, come ha ricordato il professor Mario Melazzini, direttore Dh oncologico Ircss Fondazione Maugeri Pavia: "Non è vero che la percentuale di calciatori colpita da Sla sia la più alta in assoluto, le categorie più toccate dalla malattia sono gli agricoltori e i meccanici saldatori. Questa scoperta può essere una svolta epocale: ora bisogna fare presto, anche se nella ricerca pochi anni equivalgono a giorni". L’entusiasmo è ovviamente alto, anche se, con la medicina, bisogna sempre fare i conti con il realismo: "Sulla Sla eravamo al piano terra, ora siamo al primo su tre. Ora dobbiamo creare un modello sperimentale in cui analizzare animali con lo stesso difetto e vedere come si comportano, poi arrivare a delle terapie. Ma gli studi sono lunghi e complessi e legati sempre ai fondi".


Per questo il presidente della Figc Giancarlo Abete ha assicurato che la federazione "continuerà a mettere in questa ricerca tutte le risorse possibile" (finora ha stanziato 250.000 euro, 150.000 come prima tranche e 100.000 derivanti da una multa al presidente del Genoa Enrico Preziosi), ricerca a cui hanno contribuito anche la Fondazione Roma e l’associazione privata Icom. "Il fatto che la Sla abbia colpito calciatori famosi ha fatto sicuramente da volano", ha ammesso Melazzini, mentre il professor Piero Volpi, consulente medico dell’Aic ed ex medico dell’Inter, ha svelato che, da ex calciatore, "esiste una generazione di giocatori preoccupati ma gli studi epidemiologici vanno letti e riletti. Però la Sla è una malattia molto rara, l’aspettativa colpisce una o due persone su centomila".

Agenzia AGI










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